Suor Paola è morta: il volto amato della Lazio e di “Quelli che il calcio” che resterà nel nostro cuore

Italia

La notizia della morte di Suor Paola D’Auria, avvenuta all’età di 77 anni, ha colpito profondamente il mondo del calcio e della televisione. La sua scomparsa è stata annunciata da Guido De Angelis durante una serata dedicata a ‘Long John’ Chinaglia, un evento che ha riunito molti appassionati di sport e cultura. Suor Paola, conosciuta per la sua passione per la Lazio, era un volto amato di “Quelli che il calcio”, programma che l’ha resa celebre tra i tifosi.

Originaria di Roccella Jonica, in provincia di Reggio Calabria, Suor Paola si era trasferita a Roma all’età di vent’anni. La sua vita è stata caratterizzata non solo dall’amore per il calcio, ma anche da un impegno sociale costante. Ha dedicato gran parte della sua esistenza all’assistenza di detenuti e vittime della violenza, un’attività che ha portato avanti attraverso l’associazione So.spe (Solidarietà e speranza).

La religiosa apparteneva alla congregazione delle Suore Scolastiche Francescane di Cristo Re e il suo legame con la Lazio è sempre stato forte. Durante la presidenza di Claudio Lotito, ha partecipato attivamente a numerosi eventi di beneficenza, dimostrando il suo sostegno alla squadra biancoceleste. Negli ultimi mesi, Suor Paola ha combattuto con determinazione contro una malattia incurabile, mostrando il suo spirito indomito fino alla fine.

Suor Paola non era solo una tifosa, ma anche un’attivista sociale. Per decenni, ha servito presso mense per i bisognosi e si è presa cura di diverse case-famiglia per donne, adolescenti e anziani. Inoltre, ha ricoperto il ruolo di allenatrice di calcio per bambini, contribuendo attivamente alla formazione e alla crescita di giovani talenti. La sua dedizione si estendeva anche al carcere di Regina Coeli di Roma, dove ha svolto un’importante attività di volontariato.

In un’intervista rilasciata a Famiglia Cristiana, Suor Paola ha spiegato il motivo della sua fedele tifoseria per la Lazio, affermando: “L’ho sempre considerata la squadra povera di questa città. Quando bussai alle porte di Roma e Lazio per chiedere un aiuto ai ragazzi che allenavo, alla Roma trovai porte chiuse, invece alla Lazio trovai braccia aperte e mi diedero anche il permesso di usare il loro campo di allenamento.” Queste parole riflettono il suo profondo legame emotivo con la squadra e la comunità.

La perdita di Suor Paola lascia un vuoto non solo tra i tifosi della Lazio, ma anche tra coloro che hanno beneficiato della sua generosità e del suo impegno. La sua figura rimarrà impressa nella memoria di chi l’ha conosciuta e apprezzata, non solo per il suo amore per il calcio, ma anche per la sua dedizione verso il prossimo.

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