“Che cosa hai realizzato negli ultimi sette giorni?” l’email di Musk ai lavoratori pubblici: chi non risponde viene licenziato
Una nuova iniziativa del miliardario Elon Musk, recentemente nominato a capo del Dipartimento per l’Efficienza del Governo (Doge), sta facendo discutere negli Stati Uniti. Tutti i dipendenti federali hanno ricevuto un’email con l’oggetto “Cosa hai fatto la scorsa settimana?”, in cui viene richiesto di elencare almeno cinque obiettivi raggiunti nei sette giorni precedenti. La mancata risposta entro 48 ore sarà interpretata come una dimissione volontaria.
L’annuncio di questa misura era stato anticipato dallo stesso Musk sui social media, dove aveva spiegato che l’iniziativa si inserisce nel piano di riduzione degli sprechi nella pubblica amministrazione, promosso dall’ex presidente Donald Trump. “In linea con le istruzioni di Donald Trump, tutti i dipendenti federali riceveranno a breve un’email in cui si chiederà di dire cosa hanno fatto la scorsa settimana. La mancata risposta sarà considerata come una dimissione”, ha scritto il magnate in un post.
L’email, inviata dall’Ufficio per le Risorse Umane (Opm), richiede ai lavoratori di inoltrare le loro risposte al medesimo ufficio, includendo in copia il proprio responsabile diretto. Tuttavia, la richiesta ha generato un’ondata di critiche da parte dei sindacati, tra cui l’Afge, il principale sindacato dei dipendenti pubblici federali.
In una nota ufficiale, il sindacato ha definito il provvedimento “crudele e irrispettoso”, sottolineando come molti dei lavoratori coinvolti siano veterani che hanno servito il Paese in uniforme prima di intraprendere una carriera nel servizio civile. “È crudele e irrispettoso nei confronti di centinaia di migliaia di veterani che indossano la loro seconda uniforme nel servizio civile essere costretti a giustificare i propri doveri lavorativi a questo miliardario fuori dal mondo, privilegiato e non eletto che non ha mai svolto una sola ora di onesto servizio pubblico in vita sua”, ha dichiarato l’organizzazione.
La misura ha interessato diversi ambiti della pubblica amministrazione, coinvolgendo dipartimenti chiave come quello di Stato, l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (EPA), l’Agenzia per la Salute Pubblica e persino l’FBI. Tuttavia, proprio all’interno del Federal Bureau of Investigation si è registrata una resistenza immediata. Il nuovo direttore dell’agenzia, Kash Patel, ha inviato un messaggio interno ai dipendenti invitandoli a non rispondere all’email ricevuta.
“Il personale dell’FBI potrebbe aver ricevuto un’email dall’Ufficio per le Risorse Umane (Opm). L’FBI, attraverso l’ufficio del suo direttore, è incaricata di tutti i nostri processi di revisione, che condurrà secondo le procedure dell’FBI“, ha spiegato Patel. Ha inoltre chiarito che l’agenzia seguirà i propri protocolli interni per valutare il lavoro svolto dai dipendenti, indipendentemente dalle richieste provenienti dall’Opm.
L’iniziativa di Elon Musk rappresenta un ulteriore passo nella strategia di riforma della pubblica amministrazione promossa dall’ex presidente Trump, ma solleva interrogativi su tempi e modalità di attuazione. I critici sottolineano che un provvedimento così drastico potrebbe minare il morale dei lavoratori e creare tensioni all’interno delle strutture governative.