Uccide padre e figlio, suoi vicini: Se ce n’erano altri ammazzavo anche loro

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“Quando siamo saliti insieme ai carabinieri lui ci è venuto incontro con le mani avanti, unite. Ha detto ‘arrestatemi, sono stato io, li ho ammazzati tutti e due. Se ce n’erano altri ammazzavo anche loro’”. A parlare è uno dei vicini di casa di Fabrizio Barna, l’uomo che ieri mattina a Sesto Fiorentino, ha ucciso i vicini, padre e figlio, Salvatore e Simone Andronico, di 66 e 31 anni. “Sì, ho sentito diversi colpi uno dietro l’alto ma qui spesso ci sono i cacciatori, non ho realizzato. Quando poi mia madre è scesa in paese un’altra donna le ha detto che quei colpi erano strani, tutti insieme. Così è andata a vedere e ha trovato i corpi” racconta ancora l’uomo a Il Tirreno. Barna ha sparato con una pistola Beretta 98 semiautomatica regolarmente denunciata per uso sportivo.

Nella zona molti si chiedono come Barna, 53 anni, sia potuto arrivare ad un gesto così eclatante. “Il problema, credo, è che aveva finito i soldi – riassume il marito – Cinque anni fa si era licenziato dalla Coop di Sesto, dove era stato prima in magazzino e poi aveva fatto il commesso. Aveva iniziato a bere, ha dilapidato quello che aveva da parte. Ultimamente diceva che voleva trasferirsi alle Canarie”. Un sogno a dir poco irrealizzabile, visto che Barna non aveva neanche i soldi per il biglietto dell’aereo. Eppure ai carabinieri risulta che l’uomo aveva incassato almeno una parte dalla vendita di una casa appartenuta a una zia (si dice 120.000 euro). Soldi spariti.

Fino al 2008, Barna viveva con i genitori. Sicuramente la vita dell’uomo è cambiata dopo la morte dei suoi cari – prima la madre, poi 4 anni dopo, nel 2012, il padre. Forse proprio in quel periodo avrebbe acquistato la pistola. “Qui intorno ha litigato un po’ con tutti – racconta il vicino – Non voleva che Salvatore e il figlio Simone facessero i lavori di ristrutturazione, sì, gli dava fastidio il rumore, ma non solo quello. Ogni tanto faceva qualche dispetto agli operai, toglieva l’acqua. Poi, quando si è trattato di firmare delle carte per fare le fosse biologiche, si è rifiutato, anche se non avrebbe dovuto sborsare un euro. Solo per non fare un piacere a tutti gli altri che ne avevano bisogno”.

Non è ancora chiaro cosa abbia fatto scattare Barna. Come detto, pare che negli ultimi tempi il 53enne si fosse lamentato dei rumori causati dai lavori di ristrutturazione nella casa delle vittime. Ma non era la prima volta che litigavano. Un paio di mesi fa Salvatore Andronico e il figlio Simone si erano rivolti all’ufficio di ‘mediazione sociale’ convenzionato con il Comune di Sesto Fiorentino per segnalare le tensioni di vicinato. Gli operatori avrebbero quindi agito inviando una lettera di invito a Barna per avviare un tentativo di conciliazione, ma non risultano sue risposte.  E anzi, domenica mattina ci sarebbe stata un’altra discussione quando Salvatore e Simone sono andati nel cantiere. Lì Barna li ha freddati.

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