“Se mi dice di no l’ammazzo.” Prima il rifiuto, poi ecco cosa ha fatto al corpo della ragazza. Il terribile racconto ad “Amore Criminale”

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Il programma di Rai3, ‘Amore Criminale‘, ha narrato la triste vicenda di Veronica Valenti. La giovane originaria di Belpasso (Catania) è stata uccisa dall’ex fidanzato, il senegalese Gora Mbengue, che non accettava la fine della loro relazione. Nel corso dell’ultimo incontro chiarificatore, l’uomo ha straziato il corpo di Veronica, con 35 coltellate.

Chi era Veronica Valenti

Veronica Valenti aveva 30 anni e lavorava presso l’Ikea di Catania. Il padre Giuseppe la definisce “una brava ragazza, che non meritava questa fine atroce”. La giovane aveva perso la madre, deceduta qualche anno prima perdendo la sua dolorosa battaglia contro il cancro. Aveva una sorella, Sonia, che però si era trasferita in America con il marito, un militare statunitense.

Chi è Gora Mbengue

All’epoca dei fatti, Gora Mbengue aveva 27 anni. Nato in Senegal l’1 gennaio del 1987, si era trasferito a Catania. Abitava nei pressi della stazione ferroviaria. Per vivere, lavorava come magazziniere presso un’azienda di bibite. Aveva una grande passione per l’hip hop. Boy Jordan, The Boss e Bad Boy, erano alcuni dei nomignoli con i quali amava farsi chiamare dagli amici. Passava le sue serate in giro per le discoteche della zona.

L’amore, la gelosia e il femminicidio

Proprio in discoteca, Veronica Valenti conobbe Gora Mbengue. Era il 2013, un anno prima del tragico epilogo. A detta degli amici, i due sembravano molto innamorati. Sin da subito, però, la loro relazione era apparsa burrascosa e instabile. Un conoscente raccontò ai media: “Prima Gora era un ragazzo normale, ultimamente però era strano, litigava spesso con molta violenza, qualche settimana fa ad esempio aveva spaccato un sopracciglio ad un mio amico con un pugno soltanto perché parlava con Veronica”. Il padre aveva messo in guardia la Valenti: “Avevo sempre detto a Veronica di stare attenta, non sono razzista, però dicevo sempre che bisogna stare attenti. Loro hanno altre culture, altre religioni, altri modi di vivere”. Quando Gora iniziò a essere violento con Veronica, la ragazza decise di lasciarlo. Mbengue non riusciva ad accettare la sua scelta. In lui cominciarono a crescere rabbia e rancore.

26 ottobre 2014 – L’omicidio di Veronica Valenti

La sera del 26 ottobre 2014, Veronica Valenti – su richiesta di Gora Mbengue – raggiunse Catania per concedergli l’ultimo chiarimento. Erano le 22:00 quando parcheggiò sotto casa dell’ex fidanzato, poco distante dalla stazione ferroviaria. Lui scese in ciabatte. Con sé portava un coltello. Come confesserà alla polizia, aveva già deciso: “Sono sceso di casa con un coltello e ho pensato: se mi dice no, l’ammazzo…”. Davanti all’ennesimo rifiuto, ha attuato il suo piano. I due hanno avuto una violenta discussione, al culmine della quale Gora ha massacrato Veronica con 35 coltellate all’addome. Secondo la ricostruzione dell’avvocato Gaetano Valenti – zio della vittima – l’uomo avrebbe continuato “a infierire sul corpo martoriato della ragazza, come una furia”. La trentenne è morta sul colpo, accasciandosi sullo sterzo. L’assassino è scappato, lasciando sul posto le ciabatte e il coltello. Molti testimoni avevano assistito alla scena, chiamando il 113. Per gli investigatori non è stato arduo risalire a Gora. Quando la polizia lo ha raggiunto, non ha opposto resistenza, confessando il delitto.

Gora Mbengue condannato a 30 anni di carcere

Dopo un processo con rito abbreviato, Gora Mbengue è stato condannato a 30 anni di carcere. La sentenza è stata confermata in appello. Un esito che che non placa il dolore dei familiari. Il padre Giuseppe ha dichiarato: “L’ha uccisa senza pietà. L’avevo avvisata ‘stai attenta Veronica’ e adesso lei è morta e io sono qui, senza di lei…”.

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