Scatolette tonno Mareblu richiamote da supermercati

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Il prodotto coinvolto è quello nella confezione da 12 scatolette dal peso di 80 grammi ciascuna. L’informazione da verificare è la data di scadenza, fissata al 5 gennaio 2023.

Tonno all’olio di oliva e ad altre quattro cibi, tra cui almeno due di marche molto conosciute sono state richiamati e rititirati dai spermecati per potenziali rischi per la salute. E questo solo nel mese di Ottobre, dove non siamo neanche alla metà.

 Questa volta nella rete del richiamo di prodotti alimentari dagli scaffali dei supermercati è finito il tonno in scatola. Esattamente il Mareblu in olio di oliva per un possibile difetto nel packaging. Non ovunque perché almeno fino a questo momento l’avviso della presenza del problema di produzione e di integrità che potrebbe compromettere la qualità del bene alimentare coinvolge solo la catena di supermercati Il Gigante. Da qui il consiglio a tutti i consumatori che nei giorni scorsi hanno effettuato l’acquisto di non consumare il tonno coinvolto dal richiamo. Non sono stati forniti dettagli sui rischi se non il suggerimento di non metterlo a tavola e di riportarlo al punto vendita per la sostituzione e il rimborso.

Tonno in olio di oliva Mareblu ritirato da supermercati

Più nel dettaglio, il prodotto coinvolto è quello nella confezione da 12 scatolette dal peso di 80 grammi ciascuna. L’informazione da verificare è la data di scadenza del prodotto, fissata al 5 gennaio 2023. La decisione del richiamo – rende noto Il Gigante nella comunicazione ufficiale del ritiro del tonno in olio di oliva dagli scaffali dei suoi supermercati – è stata assunta  perché Mareblu è venuta a conoscenza di un potenziale problema di produzione legato all’integrità del packaging che potrebbe compromettere la qualità del prodotto.

In ogni caso ci tiene a precisare, il richiamo non riguarda altri prodotti a firma Mareblu e altre date di scadenza del tonno in olio di oliva così come altri marchi dello stesso comparto.

Altri richiami

Ma solo questo mese ci sono stati numerosi richiami, sempre per salmonella, e siamo solo ametà del mese di Ottobre. Vi sono state le uova della Ovo Fucens Soc. sempl e delle salsicce del marchio Macelleria Partenzi.

E ancora…

A diffondere l’avviso è stato allora il Ministero della Salute e occorre evidentemente seguire con attenzione le indicazioni ovvero non consumare il prodotto e restituirlo al punto vendita d’acquisto. Il dicastero, a scopo precauzionale e al fine di garantire la sicurezza, raccomanda di non consumare le merendine con i numeri di lotto e le scadenze segnalate. Più esattamente sono quelle vendute in confezioni da 300 grammi (in pratica le confezioni con 6 merendine di 50 grammi ciascuna), con il numero di lotto LA8312BR e la scadenza prossima ovvero il 30 novembre 2018. I croissant richiamati sono stati prodotti da Bauli Spa a Castel D’Azzano, in provincia di Verona, nello stabilimento di via Verdi 31.

La salmonellosi è la malattia legata a questo patogeno che, dati alla mano, prende di mira soprattutto uomini con neonati, anziani e persone con sistema immunitario compromesso in prima linea. Nel caso di contagio, i sintomi si presentano come diarrea, febbre e dolori addominali e compaiono a distanza di 12-72 ore dal consumo di un alimento contaminato, anche nel caso di un semplice croissant Bauli su cui è stata rilevata la presenza di salmonella spp. Il decorso della malattia dura dai 4 ai 7 giorni e nella maggior parte dei casi ha una evoluzione benigna senza bisogno di assumere farmaci. Di conseguenza occorre innanzitutto non perdere la calma e quindi rivolgersi a un medico.

Sulla vicenda stanno prendendo posizione anche le associazioni per la tutela dei consumatori, come lo Sportello dei diritti, il cui presidente Giovanni D’Agata invita naturalmente a non consumare e far consumare il prodotto nel caso di acquisto. Tutti gli altri prodotti Bauli diversi da quelli indicati nel lotto incriminati, possono essere consumati.

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