Un debito di poche centinaia di euro ha scatenato la violenza di 5 ragazzi, un delitto cruento. La scoperta degli agenti, ecco cosa è emerso

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Non si era allontanato volontariamente da casa, come sperato fino all’ultimo dai familiari, Manuel Careddu, il 18enne di Macomer (Nuoro) che risultava scomparso dalla sera dello scorso 11 settembre, probabilmente è morto la stessa sera della sparizione, ucciso da un gruppo di suoi coetanei. È quanto ipotizzano gli inquirenti della Procura della repubblica di Oristano a seguito delle indagini sul caso che nelle scorse ore hanno portato all’esecuzione di cinque fermi nei confronti di altrettanti ragazzi di età compresa tra i 17 e i 20 anni. Si tratta di un gruppo di giovani della zona che si frequentavano tra loro e che ora sono tutti accusati del pesantissimo reato di concorso in omicidio pluriaggravato con occultamento di cadavere. Per l’accusa , insieme avrebbero premeditato e messo in atto il delitto del giovane 18enne, arrivando poi a gettare il cadavere nelle acque del lago Omodeo da dove non è ancora stato recuperato

Come ha spiegato il  procuratore di Oristano Ezio Domenico Basso in una conferenza stampa insieme  al comandante provinciale dei carabinieri di Oristano, al comandante del reparto operativo e al responsabile del reparto investigativo, il gruppo avrebbe agito “con freddezza e particolare efferatezza” per un piccolo debito di poche centinaia di euro. Per gli inquirenti il gruppo avrebbe contratto un debito per droga nei confronti di Manuel e per questo sarebbe arrivato a ucciderlo in maniera così efferata dopo averlo attirato in trappola. A incastrare il gruppo alcune intercettazioni ambientali che le forze di polizia stavano effettuando nell’ambito di altre indagini . Sulla vettura usata per compiere il delitto infatti era stata piazzata una micropsia e i loro dialoghi sono stati tutti registrati.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Manuel Careddu era arrivato ad Abbasanta, dove si erano perse le sue tracce, con un pullman convinto di poter incassare le poche centinaia di euro che i suoi conoscenti gli dovevano per forniture di marijuana non pagate. Lì però sarebbe stato invitato a seguirli in auto con la scusa che i soldi li aveva un altro di loro ma sarebbe stato condotto verso le sponde del lago Omodeo dove sarebbe stato ucciso. I dettagli di quello che è accaduto dopo sono ancora da chiarire visto che nessuno dei fermati pare abbia voluto collaborare pienamente. ” Ci sono solo alcune parziali dichiarazioni di ammissioni di colpe da parte di qualcuno ma nessuno degli arrestati ha dato una collaborazione piena alle indagini”, ha spiegato il procuratore. Dopo il delitto ognuno di loto ha proseguito al sua normale vista  come se nulla fosse accaduto.

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