“Voglio restare sola con il mio dolore”. Non vuole rivivere quell’inferno. La triste storia di Lory del Santo dopo la morte del piccolo Conor

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In diretta al Grande Fratello Vip 2018, Lory Del Santo ha motivato la sua decisione di entrare nella Casa spiegando di avere già attraversato una volta l’inferno della solitudine auto imposta, un’esperienza vicina alla fine assoluta che oggi non può – o forse non può permettersi – di rivivere. Di fronte a chi ha manifestato scetticismo circa la sua decisione di vivere il secondo grande dramma della sua vita sotto l’occhio vigile delle telecamere, la soubrette ha spiegato che il fatto di restare da sola non l’avrebbe aiutata. “Ho già perso un figlio e mi sono chiusa in me stessa. So quello che dico” ha dichiarato, e non mentiva.

L’intervista del 1991

Conor Clapton morì nel 1991, a 4 anni. Cadde dalla finestra di un grattacielo a Manhattan, portando con sé la voglia di vivere della sua giovanissima madre. Nel corso di un’intervista rilasciata all’epoca, Lory chiese di essere lasciata in pace, sola con il suo dolore. “Non torno in Italia, forse qui (negli Stati Uniti, ndr) riesco a essere più sola con il mio dolore. So che è sbagliato. So che dovrò continuare a vivere. Ma non riesco a pensare, a fare programmi, a capire dove andare e dove trovare pace. So solo che questo bambino mi ha fatto felice per cinque anni. Sono stati i cinque anni più belli della mia vita. E nessuno, mai, me li potrà togliere” spiegò, motivando così la sua decisione di restare negli Stati Uniti. All’epoca, come ha ripetuto in puntata al GF Vip solo poche ore fa, si rifiutò perfino di tornare in Italia, nella speranza che l’America le concedesse l’isolamento che stava cercando.

Perché vuole evitare di ripetere quell’inferno

Lory, ed è terribile anche solo da pensare, ha già vissuto l’esperienza traumatica che deriva dal perdere un figlio. “So che cosa dico” ha ripetuto in diretta al GF, un fatto tristemente vero. Già una volta è sprofondata dentro quel baratro dal quale solo a fatica ha trovato la forza di risollevarsi. Lo ha sperimentato sulla sua pelle e ne parla oggi con cognizione di causa, a circa due mesi dalla morte di Loren, il suo terzogenito. Nasce da questo – e resta non giudicabile – l’esigenza di vivere questo momento in un modo diverso, e per ragioni probabilmente differenti rispetto a quelle raccontate in diretta tv. Sa che l’isolamento – durato anni dopo la morte di Conor – non le avrebbe giovato. E ha scelto di sopravvivere nella maniera che ha ritenuto più opportuna.

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