Rapina Lanciano, identificati i volti di due malviventi. Il movente in una maxi-vincita in denaro?

Segui Newsitaliane.it

Una telecamera di una banca avrebbe ripreso i volti di due dei tre malviventi che hanno massacrato di botte i coniugi Martelli nella loro villa di Serre, vicino Lanciano. Nei giorni scorsi, inoltre, si era sparsa la voce in paese che la coppia avesse vinto una grossa somma di denaro. Potrebbe essere stato quello, secondo gli inquirenti, il motivo che avrebbe attirato l’attenzione dei rapinatori, sicuri di trovare parecchio contante in casa. La banda pare che abbia già colpita nella provincia di Chieti: si parla di almeno sei rapine simili.

Ora l’attenzione degli inquirenti si concentra su frammenti di video ripresi dalle telecamere della Ubi Banca, in Via per Fossacesia. Nelle immagini – stando a quanto si apprende – si vedono due dei quattro banditi incappucciati che utilizzano carte di credito sottratte al medico 69enne dal quale, durante il pestaggio, si sono fatti fornire i codici pin. I balordi sono riusciti a prelevare 2mila euro, mentre gli altri componenti della banda sorvegliavano la coppia. In un altro filmato la Polizia avrebbe identificato un’auto sospetta su cui si stanno facendo accertamenti. Una “atipicità”, questa delle carte di credito, secondo il questore di Chieti, “che non rientra nei canoni della malavita”.

Secondo gli elementi emersi finora, la banda sarebbe già entrata in azione in quella zona: un titolare di un’agenzia di pratiche auto, derubato di 600 euro, è stato picchiato selvaggiamente; a un tabaccaio è stato addirittura amputato un dito. Il modus operandi, brutale ed efferato, è quindi lo stesso.  “Sono le stesse persone, ne sono sicuro. Anche se ho visto solo occhi dietro un cappuccio e voci, tutto combacia: il capo forse è un pugliese, e gli altri sono dell’Est Europa”. Lo ha detto una delle vittime, Massimiliano Delle Vigne, che il 5 settembre 2017 subì una rapina con percosse dalla gang che per lui ha le stesse caratteristiche di quella che ha massacrato la famiglia Martelli. “Nei primi mesi i carabinieri ci dicevano che erano vicini alla soluzione, ma poi non abbiamo più saputo nulla”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *