Dopo l’amputazione della gamba il suo sguardo si era spento poi è rinata

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Lunedì 17 settembre, andrà in onda la finale di Miss Italia 2018. Saranno 33 le ragazze che si contenderanno la corona. Tra le concorrenti, c’è anche la giovanissima Chiara Bordi. La diciottenne, originaria di Tarquinia, si è fatta portavoce di un messaggio importante: è possibile abbattere i limiti imposti dalla disabilità. La giovane, infatti, nel 2013 ha avuto un incidente in motorino dopo il quale si è resa necessaria l’amputazione transtibiale della gamba sinistra. Nonostante tutto, però, con coraggio e tenacia ha costruito una vita normale e ha continuato a rincorrere i suoi sogni. Fanpage.it ha intervistato Emanuela Sebastianelli, madre di Chiara Bordi, che ha raccontato la storia della Miss dal grave incidente alla rinascita.

Raccontaci della sua infanzia, che bambina era Chiara Bordi? 

Chiara è sempre stata una bambina determinata, sensibile e ostinata. Aveva un rapporto speciale con Francesca, la sorella maggiore. Tendeva sempre a emularla. Insieme hanno condiviso tutto.

Il 5 luglio 2013, la vita di Chiara è stata stravolta da un incidente in motorino. Si è resa necessaria l’amputazione della gamba. Cosa ricordi di quel giorno?

Era la notte tra il 5 e il 6 luglio, era da poco passata la mezzanotte. Ricordo ogni istante di quel giorno: la telefonata che mi avvisava dell’incidente, la corsa per raggiungere mia figlia, la grande paura di non arrivare in tempo, il terrore di trovarla priva di vita. Arrivo e la sento urlare, penso ‘È viva’ e mi avvicino. Chiara era seduta sull’asfalto, in una pozza di sangue, la gamba sinistra massacrata, il braccio destro storto e sangue sotto al mento. Ci guardiamo, mi chiede scusa e mi dice di non guardare il piede. Provo sollievo perché era ancora con me. Aiuto i soccorritori a caricarla nell’ambulanza. Mentre raggiungiamo l’ospedale, Chiara mi dice che probabilmente le avrebbero amputato il piede. Le rispondo che avremmo fatto tutto quello che c’era da fare e che lei non era il piede, era tutto: la testa, il cuore…il piede non avrebbe cambiato la sua essenza. Siamo giunti al Gemelli in nottata. Non mi abbandonava la paura che potesse non arrivare viva.

Poi Chiara si è sottoposta all’intervento di amputazione della gamba…

Sì, è andata in sala operatoria: ha subito l’amputazione e l’intervento al femore che era fratturato e al braccio sinistro. Da lì si sono susseguiti altri interventi, medicazioni e poi la fisioterapia e la riabilitazione. Come madre mi sono sentita impotente. Sentivo di non essere riuscita a evitarle questo dolore. Ho pensato che a lei, che aveva quasi 13 anni, e alla sorella Francesca che ne aveva 16, fosse stata rubata l’adolescenza. Le vedevo già disilluse. Dovevo rimanere calma e lucida per dare loro coraggio e fargli percepire che insieme ce l’avremmo fatta, anche quando avevo paura e mi domandavo ‘Perché a lei?’. Tutto ciò che mi stava a cuore era che mia figlia credesse che tutto si può affrontare nella vita e che vale sempre la pena di viverla.

In un’intervista rilasciata di recente, Chiara ha dichiarato di aver vissuto un momento di comprensibile sconforto dopo l’incidente tanto da perdere interesse nella vita. In che modo hai visto cambiare tua figlia?

I primi giorni dopo la terapia intensiva Chiara aveva uno sguardo spento, rassegnato. Non voleva vedere la gamba (e per un po’ non lo ha fatto), si faceva tante domande, aveva paura per il futuro. Tutti noi cercavamo di spronarla, incoraggiarla, di farle vedere di nuovo il mondo a colori, di assicurarle che la vita avrebbe ripreso il suo ritmo.

Poi Chiara ha ritrovato la gioia di vivere. Come è nata l’idea di partecipare a Miss Italia e come hai accolto questa notizia?

Credo che Chiara abbia maturato l’idea di partecipare al concorso di Miss Italia proprio per dimostrare che si può fare tutto, nonostante le difficoltà e la non perfezione fisica. I limiti sono nella testa e nonostante gli ostacoli, si deve andare avanti perché la vita è bella e merita sempre di essere vissuta. La notizia della sua partecipazione mi ha suscitato tante emozioni: dalla felicità per l’obiettivo raggiunto, alla preoccupazione per come avrebbe affrontato questa esperienza.

Alla luce del percorso di Chiara, cos’è la bellezza?

Non è semplice spiegarti il mio concetto di bellezza. Credo sia un connubio di tante cose. Certo, vedere un bel viso, un bel corpo, fa piacere, ma è essenziale anche la bellezza dell’anima, l’integrità di una persona, un carattere forte, la delicatezza e l’umiltà…

Chiara è un esempio positivo per le giovani donne. Non ha lasciato che l’incidente limitasse la sua vita ma ha continuato a coltivare tutte le sue passioni. C’è un messaggio in particolare che vorresti che tua figlia trasmettesse agli adolescenti?

Chiara ha provato tante attività, tra le quali alcune che prima dell’incidente non avrebbe mai pensato di fare. Quando cominciò la riabilitazione provò il basket in carrozzina. Si fermò all’improvviso e mi disse: ‘Mamma è una sensazione bellissima’. Sentiva di nuovo il vento tra i capelli e sul viso pur non potendo ancora camminare. Ha voluto sperimentare e togliere ogni volta qualche piccolo limite. Ecco, vorrei che Chiara potesse far arrivare un messaggio di coraggio, resilienza. Nonostante le difficoltà, la vita va vissuta e custodita. Per noi è come se esistessero due vite, una prima del 2013 e una dopo. Questo non significa però che il dopo sia stato più brutto del prima. È una vita diversa, con un nuovo assetto ma stupenda, basta guardare gli occhi di Chiara.

Cosa vedi nel futuro lavorativo di tua figlia? Il mondo dello spettacolo, della moda o gli studi in ambito sanitario?

Intanto vorrei che finisse il liceo, quest’anno ha la maturità. Non so cosa vorrà fare da grande. Tutto quello che posso dirti è che qualunque strada deciderà di percorrere, l’importante è che lo faccia con passione e che sia felice. Gli insulti che le hanno rivolto in questi giorni? Chiara ha già detto tutto. Credo sia sconvolgente che ancora ci sia tanta ignoranza e cattiveria.

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