Rapita quando aveva solo 15 anni, imprigionata, picchiata e violentata regolarmente. Ma non finisce qui. Ecco cosa fece l’uomo ai 4 bimbi nati dagli stupri

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Quello di Anna Ruston è stato un vero e proprio calvario durata ben 13 anni durante i quali è stata tenuta prigioniera all’interno della casa del suo rapitore, picchiata e stuprata ripetutamente. Per questione di privacy si è deciso di non rivelare il posto dove è avvenuto questo inferno, tranne per il fatto che si tratta di un comune del Regno Unito. Chiusa quasi per tutto il tempo in una camera da letto, l’unico contatto di Anna con il mondo esterno erano le visite in ospedale per le lesioni brutali subite e la nascita dei suoi quattro figli avuti a seguito dei molteplici stupri subiti.

L’esistenza di Anna è stata dura sin dall’età della adolescenza. La giovane aveva inizialmente vissuto con la sua bisnonna, ma, dopo che l’anziana è morta, si è trasferita con il suo patrigno. Un uomo violento dal quale ha deciso di scappare. Nel mese di aprile del 1987, Anna aveva 15 anni. Era in una stazione di taxi nelle Midlands quando incontro ‘Malik’. Fu l’inizio dell’incubo. “Era stato gentile con me, mi disse che voleva portarmi a casa sua per farmi incontrare i suoi genitori” ricorda oggi Anna, che dalla sua drammatica esperienza ha tratto un libro che raccoglie anche le testimonianze di altre donne vittime di abusi simili.

I rapporti ormai deteriorati col resto della famiglia, portarono a dare probabilmente Anna per dispersa. Nessun la cercò mai. “Ricordo ancora quella camera da letto, lo chiamavo ‘l’angolo del dolore’. Anche se ad un certo punto ho smesso anche di sentire dolore, penso che il mio corpo si sia come chiuso” ha detto al Daily Mirror. Durante la prima gravidanza, Malik aveva smesso di picchiare Anna. La giovane pensava che la nascita di quel bambino avrebbe fatto cambiare le cose: non era così. Non appena il piccolo nacque, l’uomo riprese a brutalizzare la giovane. Dall’insano rapporto con l’uomo sarebbero poi nati anche altri tre bimbi, tutti poi dati ad altre coppie “per soldi” dice lei.

Anna ora ha 44 anni e dice di essere “delusa” dalle autorità: “Non hanno mai fatto nulla. Sono stata portata in ospedale più volte con ferite anche gravi. Ma nessuno ha mai capito cosa stava succedendo” dice la donna. “Avevo troppa paura di parlare, ero praticamente pietrificata. E lui era accanto a me ogni volta, quasi come se facesse la parte del marito premurosa” ricorda ancora. “Non parlavo mai di fronte ai medici, mi limitavo ad annuire o scuotere la testa”. Anna alla fine è riuscita a scappare da quella prigione e si è fatta una nuova vita.

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