La storia di Emma: perde la vista a causa delle lenti a contatto

Emma non immaginava che quel tuffo in piscina le sarebbe costato la perdita della vista all’occhio sinistro e anni di calvario. Per evitarlo le sarebbe bastato togliere le lenti a contatto prima di entrare in acqua o andare immediatamente da un oculista ai primi sintomi di irritazione e annebbiamento della vista, invece di aspettare una settimana. Ma Emma Jenkins, una 39enne di Bournemouth, in Gran Bretagna, madre di due bimbi, non ha fatto nulla di tutto questo e si è consegnata mani e piedi al suo destino: non immaginava assolutamente che portare le lenti a contatto in piscina, e comunque in acqua, amplifica molto il rischio di contrarre un’infezione da batteri microscopi come l’Acanthamoeba che possono distruggere la cornea portando alla perdita permanente della vista.

Nell’ottobre 2013, quando fece quel tuffo, Emma era in vacanza in Scozia con Dean Keith, il suo compagno. Dopo aver nuotato per 20 minuti uscì avvertendo una forte irritazione all’occhio sinistro, tolse le lenti perché le facevano male e la sera andò a dormire sperando che la questione si risolvesse da sola. Si sbagliava. Nei giorni successivi fu perseguitata dal mal di testa e restò con la vista sfocata, ma per consultare un medico aspettò di tornare a casa per non rovinarsi la sua settimana di vacanza. Quando arrivò al Royal Bournemouth Hospital le diagnosticarono una uveite anteriore, una infezione oculare che può avere gravi conseguenze se non curata tempestivamente. Lei, però, aveva già fatto passare troppo tempo, i batteri si erano moltiplicati molto rapidamente e le gocce che le erano state date per curarsi non riuscirono a contrastarli: tre giorni dopo era in preda a forti dolori e aveva completamente perso la vista all’occhio sinistro.

«Sentivo molto dolore – racconta Emma – ma ero comunque calma perché pensavo che fosse solo un’infezione molto grave». Non era così. I medici le diagnosticarono una cheratite microbica e un edema corneale microcristico: Emma poteva appena intravedere qualche bagliore di luce e percepire vagamente gli spostamenti, ma nulla di più. Dopo alcuni giorni in ospedale le fu detto che la situazione era più seria di quanto lei si aspettasse e che la sua vista non sarebbe mai più tornata come prima. Negli anni successivi la situazione si deteriorò ulteriormente, rendendo l’occhio praticamente cieco. Solo nel giugno 2016 fu sottoposta a un trapianto di cornea: l’intervento è servito a ridarle parzialmente la vista, e oggi, dopo un percorso graduale, l’occhio di Emma riesce nuovamente a percepire il mondo circostante . «Ora posso vedere – dice Emma – anche se non riesco a mettere a fuoco oggetti e persone, e soffro di secchezza all’occhio, ma è sempre meglio questo che non vedere affatto. Penso che siano tante le persone che, come me 5 anni fa, non conoscono i pericoli insiti nell’uso delle lenti a contatto in acqua: probabilmente servirebbe più informazione a questo riguardo».

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