Pony express 29enne muore in scooter. “Correva per paura dei 3 euro di penale”

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Maurizio Cammillini, pony express in prova e in nero, morto a 29 anni a Pisa in un incidente con lo scooter durante una consegna a domicilio

Pisa. Maurizio Cammillini, 29 anni, dopo anni difficili aveva finalmente trovato un lavoro. Forse.

Questo “forse”, perché era in prova da due giorni e, sempre forse, il giorno seguente – almeno a detta del proprietario del pub per il quale prestava servizio come pony express – sarebbe stato assunto.

La sorte però ci ha messo il carico, e il povero Maurizio ha perso il controllo dello scooter e si è schiantato contro un palo in via di Pietrasantina, a Pisa, durante una consegna di due panini a domicilio. Maurizio Cammillini, 29 anni, è morto così, sul lavoro, nel 2018.

L’evento, già straziante, è reso ancor più tragico da ciò che si apprende nel racconto della sorella di Maurizio (l’unica familiare rimastagli dopo aver perduto i genitori in giovanissima età). La donna ha denunciato infatti che il giovane veniva pagato al massimo venti euro a turno, e che il giorno precedente gli erano stati per giunta decurtati tre euro di penale per un presunto ritardo nelle consegne.

Maurizio era rimasto avvilito dalla decurtazione che trovava ingiusta per quel già magro compenso, addirittura angosciato che ciò potesse costargli la possibile conferma dell’assunzione, e si era ripromesso di viaggiare più velocemente per non scontentare clienti e datore di lavoro, quello che – forse – lo avrebbe messo in regola il giorno successivo per venti euro a turno.

Spinto a correre in scooter per non perdere tre euro di un salario già da fame, Maurizio Cammillini ha però perso la vita a 29 anni.

Sulla vicenda indaga anche l’ispettorato del lavoro (che investigherà sulle coperture assicurative del pub e quelle dello scooter, di proprietà del locale stesso), e le prime indagini dell’Inail hanno evidenziato che il giovane pony express lavorava in nero, e tanto che il ristopub del centro storico per il quale prestava servizio ora rischia una sanzione compresa tra i 1500 e i novemila euro.

La tragedia ha spinto i sindacati a intervenire nuovamente nell’ambito dei fattorini e dei pony express. Ambito in cui emergono impieghi sottopagati, rischiosi, con orari assurdi e senza garanzie di continuità. Una nuova forma di schiavismo che sfrutta giovani disperati (e spesso molto meno giovani) disposti a tutto pur di trovare un lavoro onesto e che si sottopongono a umiliazioni (l’idea della decurtazione di 3 euro di penale su 20 euro di salario per il ritardo in una consegna fa rabbrividire), spinti a correre in scooter rischiando la propria vita e anche quella del prossimo.

Si spera che la morte iniqua del povero Maurizio Cammillini aiuti almeno a far luce una volta per tutte su questo schiavismo dei giorni nostri e a regolamentare il settore tutelandone finalmente i lavoratori.

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