Attacchi ai magistrati, Di Maio a Salvini: “Attento alla spallata, vogliono M5s con il Pd”

Attacchi ai magistrati, Di Maio a Salvini: “Attento alla spallata, vogliono M5s con il Pd” (Foto Ansa)

ROMA – “Tu sai già che io sono d’accordo con te. Qua è in corso un’operazione seria per dare la spallata al nostro governo e spingere il M5s a fare una maggioranza con il Pd”: con queste parole il vicepremier M5s Luigi Di Maio sarebbe riuscito a convincere il collega leghista Matteo Salvini ad un passo indietro dopo i toni accesissimi contro i magistrati.

“Tu lo sai già che io sono d’accordo con te, come lo sono quasi sempre”, avrebbe detto il leader M5s all’omologo del Carroccio in una telefonata venerdì notte, secondo quanto scrive Tommaso Labate sul Corriere della Sera. “Ma smettiamola di pensare che la questione ora riguardi me, te, la Diciotti, l’immigrazione, i magistrati… L’abbiamo capito entrambi che qua è in corso un’operazione seria per dare la spallata al nostro governo e spingere il Movimento Cinque Stelle a fare una maggioranza col Pd sull’onda dell’emergenza per approvare la legge di stabilità e per tranquillizzare l’Europa… Se andiamo avanti di questo passo, quella manovra riuscirà. Io così non reggo più”.

Così al Forum Ambrosetti di Cernobbio (Como) Salvini ha fatto marcia indietro. Questa volta, lo sa bene, visti i sondaggi che danno la Lega alle stelle il Pd non oserebbe mai invocare le urne: così firmerebbe subito una alleanza di governo con M5s. E nello stesso partito di Beppe Grillo c’è chi apprezzerebbe: troppi sono i dossier che rischiano di provocare una rivoluzione interna, dai tarantini arrabbiati per l’esito finale della partita sull’Ilva ai dubbi sulla fattibilità immediata del reddito di cittadinanza. E, scrive ancora Labate, troppe sono le persone che potrebbero farsi avanti: da Alessandro Di Battista, tornato dal suo lungo viaggio e lunedì sera ospite di Lilli Gruber su La7, allo stesso Grillo.

Di Maio avrebbe fatto notare a Salvini un’altra cosa: “Che cosa succede se anche i magistrati come Davigo, quelli di cui abbiamo portato avanti le battaglie, iniziassero a dire che siamo alleati con uno che fa peggio di Berlusconi?”.

Così questo scenario di una spallata da parte del Pd avrebbe convinto Salvini a cambiare i toni. E da lì la rassicurazione: “Nessun golpe giudiziario. Il governo punta a una crescita rispettosa dei vincoli europei. Faremo l’impossibile per rispettarli”.

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