Famiglia sterminata: chi è Blerta Pocesta, arrestata per aver ucciso i genitori e la sorellina

“Non ci diamo una spiegazione, Blerta è sempre stata una figlia modello. Studiosa e rispettosa. Tutto quello che ha fatto suo padre è stato lavorare per dare a lei e alle sorelle un futuro”. È incredulo Amir Findo, il cugino di Blerta Pocesta, la giovane di Sacile (Pordenone) che poche ore fa ha confessato di aver ucciso a colpi di pistola i genitori e la sorellina adolescente nei loro letti. La ventottenne è stata arrestata ieri dalle autorità macedoni competenti territorialmente sul triplice delitto avvenuto a Dabar, al confine tra Macedonia e Albania, dove la famiglia era ospite per partecipare a un matrimonio. A inchiodare la ragazza e altri due complici sarebbero state tracce inequivocabili (alcune di DNA) trovate sulla scena dove sono stati rinvenuti i corpi di Amid Pocesta, di 55 anni, la moglie Nazmije, 53 anni, e la figlia Anila, di 14 anni.

Il movente

Ancora buio sul movente che avrebbe spinto la giovane donna a sterminare la famiglia. Diverse ipotesi sono state vagliate dagli inquirenti, tra cui anche quella del delitto economico (i Pocesta possedevano solo la casa in Italia, acquistata con i risparmi di un vita), ma nessuna sembra finora abbastanza solida da giustificare un gesto tanto tragico. I rapporti tra la ventottenne e i suoi familiari erano sereni. “È sempre stata brava a scuola e aveva un buon lavoro (è segretaria in un’azienda di Francenigo, ndr), che la portava spesso all’estero. Mi risulta che avesse un fidanzato italiano, che però non ho mai conosciuto” dice ancora il cugino Amir, che vive a Treviso. Tra le ipotesi ancora al vaglio degli inquirenti anche quella che il conflitto possa essere nato dalla mancata accettazione di una relazione sentimentale da parte dei genitori, sebbene non ci siano ancora conferme. Improbabile, al momento, appare il coinvolgimento della malavita nel delitto.

Le indagini

Nuovi elementi emergeranno dall’ascolto degli altri due complici di Blerta Ferdi Gashi, di 31 anni, che le ha fornito l’arma e Veap Klobochista, 61 anni, che avrebbe aiutato la giovane ad allontanarsi velocemente da Debar e rientrare in Italia in tempo per ricevere la notizia della strage. Intanto, a Sacile, la comunità si è stretta intorno alla terza figlia, la sorella di Blerta rimasta in Italia per lavoro: “A noi non resta che stare accanto all’unica sorella sopravvissuta a questo dramma, che ora è sola al mondo” ha detto il sindaco della cittadina veneta, Carlo Spagnol. 

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