Il Taser debutta nella fondina di poliziotti e carabinieri: da mercoledì in 12 città

Dopo  anni di discussioni, analisi e valutazioni, debutta ufficialmente anche in Italia il taser come strumento delle forze dell’ordine. Dopo alcuni mesi di formazione, inizierà infatti nei prossimi giorni la sperimentazione dell’arma ad impulsi elettrici che inibisce i movimenti dei soggetti colpiti. Ad annunciare il via libera al taser nella fondina di poliziotti, carabinieri e Guardia di Finanza in servizio è stato lo stesso Ministero degli interni, Matteo Salvini. Si partirà mercoledì prossimo in dodici città italiane. “Dal 5 settembre in 12 città italiane, da Milano a Catania, inizierà la sperimentazione del taser, la pistola elettrica non letale che aiuterà migliaia di agenti a fare meglio il loro lavoro” ha scritto il vicepremier sui suoi account social.

“Per troppo tempo le nostre Forze dell’Ordine sono state abbandonate, è nostro dovere garantire loro i migliori strumenti per poter difendere in modo adeguato il popolo italiano. Orgoglioso del lavoro quotidiano delle forze di Polizia e Carabinieri” ha a aggiunto il Ministro. L’introduzione del taser nell’arsenale degli agenti di polizia in realtà è il risultato di un lungo iter legislativo partito nel lontano 2014 e che nel luglio scorso ha portato poi al  decreto per la sperimentazione dell’arma  quando erano state elencate le prime città interessate: Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo,Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi.

Le linee guida emesse dal Dipartimento della Pubblica sicurezza definiscono il Taser  “un’arma propria”, che fa uso di impulsi elettrici per inibire i movimenti del soggetto colpito. La distanza consigliabile per un tiro efficace è dai 3 ai 7metri ma “va mostrato senza esser impugnato per far desistere il soggetto dalla condotta in atto”. Se il tentativo fallisce si spara il colpo, ma occorre sempre “considerare per quanto possibile il contesto dell’intervento ed i rischi associati con la caduta della persona dopo che la stessa è stata attinta”. Bisogna inoltre tener conto della “visibile condizione di vulnerabilità” del soggetto (ad esempio una donna incinta) e fare attenzione all’ambiente circostante per il rischio di incendi, esplosioni, scosse elettriche.

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