Bestemmia in TV, la multa dopo 4 anni

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Non ci sono più ricorsi che tengano. Il Tar Lazio (sentenza n.09009/2018) ha detto l’ultima parola sulla brutta pagina della Tv di stato e ha stabilito due cose. Primo: l’espressione sfuggita dalla bocca di Timperi «è senza dubbio una bestemmia/imprecazione, di contenuto lesivo dello sviluppo dei minori». Secondo: la Rai è responsabile di negligenza perché «trattandosi di contenuto preregistrato, poteva essere effettuato un preventivo controllo prima della sua messa in onda» ed è responsabile di imperizia, «essendo stato trasmesso per ben due volte».

La vicenda dunque finisce con un sonora sconfitta della tv pubblica e con una vittoria del Codacons che, dopo la trasmissione, aveva chiesto alla Rai di assumere provvedimenti nel confronti del conduttore. Che non sono arrivati. Timperi, da parte sua, si era scusato in diretta il giorno dopo dagli schermi di Rai Uno, ma la Rai si era quasi spinta a giustificare il conduttore attribuendo il fatto a una «concatenazione di eventi, frutto di una serie di imprevisti non intenzionali e di disguidi tecnici successivi». Troppo poco per una bestemmia lanciata durante una trasmissione «per la famiglia».

Così il Codacons ha presentato una formale denuncia all’Autorità per le Comunicazioni, chiedendo di elevare una sanzione nei confronti della Rai. Istanza pienamente accolta dall’Agcom, che ha deliberato una multa da 25mila euro verso l’azienda per violazione dell’art. 34 nella parte in cui stabilisce che «le trasmissioni non contengono programmi che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori e film vietati ai minori di anni 14, a meno che la scelta dell’ora (…) o qualsiasi altro accorgimento tecnico escludano che i minori che (…) vedano o ascoltino normalmente tali programmi».

«Giustizia è fatta – dichiara il Codacons in un comunicato -. La responsabilità dell’emittente era sotto gli occhi di tutti ed è stata riconosciuta anche dai giudici amministrativi. Avrebbe fatto meglio la Rai ad adoperarsi per evitare un episodio inaccettabile come questo, piuttosto che cercare giustificazioni a errore avvenuto». L’associazione dei consumatori peraltro lamenta di aver «pagato a caro prezzo la sua ricerca di legalità perché non è stata più invitata nelle trasmissioni dirette da Timperi come anche in altre trasmissioni frequentate da altre associazioni dei consumatori».

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