“Violenza a Como: la prova immensa di una mamma”

«Non ha violentato quella ragazza. Gliel’ho chiesto e mi ha detto di no».  C’è questa mamma. Una famiglia perbene. Nota e stimata in paese. Chiesa di Valmalenco, Valtellina. 2500 abitanti. La famiglia ha una azienda di marmi.

C’é questo figlio. 22anni. Bello. Molto bello, bruno con gli occhi azzurri. Ha studiato per fare il barman, che ora si dice “bartender”. Per l’estate , ha fatto lo stagionale al Lido di Menaggio, sul Lago di Como. Posto di movida.

Erano in 4: un moldavo latitante, un albanese, un etiope, un italiano.   Solo dell’italiano si sa il nome: Nicholas Pedrotti. È stato arrestato ieri con gli altri due.Pericolo di fuga.

Due ragazzine diciassettenni li hanno denunciati per stupro di gruppo. L’indagine è in corso. Ma questa mamma l’ha già conclusa.   E a me si stringe il cuore. Lei glie l’ha chiesto.Lui ha detto No. Lei gli crede.

Non è solo fiducia. Diventa una missione. Diventa una battaglia.   Significa stare a fianco del figlio, e convincere anche gli altri.   Significa, io credo, magari sbaglio, continuare a proteggerlo.

Come questa mamma ha sempre fatto. Come tutte le mamme cercano di fare. Ma significa anche altro. Secondo me.   Credendo al No di suo figlio, questa mamma protegge anche sé stessa. Protegge suo marito, il padre. Protegge l’educazione che entrambi hanno dato al figlio. Protegge la dignità.L’onore della Famiglia in paese e fuori.   Io la capisco, questa mamma. E spero che suo figlio le abbia detto la veritá.

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