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Wind Tre: nuovo operatore telefonico, cosa cambia per gli utenti dopo la fusione

Wind e 3 Italia, fusione completata con la creazione del nuovo operatore Wind Tre. Ora gli utenti delle due società di telefonia si chiedono se e come il matrimonio nel settore delle tlc farà cambiare qualcosa per loro o se, all’incirca, resterà tutto immutato.

 Al momento – scrive http://it.ibtimes.com – le informazioni in merito non sono molte, se non altro perché siamo solamente nei primi giorni del destino comune delle due società.

A settembre dell’anno scorso avevamo provato, per quanto possibile, a chiarire alcuni dubbi: al momento una sorta di “vademecum” di questo tipo, per spiegare di preciso cosa cambierà, non è però ancora compilabile. Come spesso accade in questo caso, sono tanti gli utenti che si stanno rivolgendo alle pagine social (Facebook in particolare) dei due operatori, in modo da poter avere qualche ragguaglio.

I social media manager dei due operatori stanno in queste ore rispondendo a molte domande, provando a risolvere quante più perplessità possibile in primo luogo su quello che sarà il processo di integrazione delle reti, che “comincerà nella seconda metà del 2017 e si completerà nel corso del 2019”, secondo quanto spiegato sulla pagina di Wind, dove si precisa anche come i clienti potranno “beneficiare gradualmente della nuova infrastruttura di rete”.

Fin qui, a parte la tempistica sull’integrazione delle reti, nulla di imprevedibile. Particolarmente attese erano soprattutto le informazioni riguardanti possibili modifiche ai piani tariffari dei due operatori che, come da ampie rassicurazioni, non ci saranno: i piani già sottoscritti con una delle due società resteranno uguali anche con la gestione in mano a Wind Tre. La risposta alla domanda “Cosa cambia” è, almeno per il momento, “Nulla”.

Sulla propria pagina, 3 Italia ha fornito delucidazioni anche in merito al roaming (“Non ci saranno, nel breve termine, variazioni nel Roaming nazionale per i clienti 3”) ed ai piani di fidelizzazione (“Per il momento, 3 e WIND continueranno ad offrire i propri programmi di fidelizzazione separatamente”). Come avrete notato, sono state utilizzate espressioni come “nel breve termine” e “per il momento”: questo è dovuo al fatto che l’integrazione porterà inevitabilmente ad un compromesso far quelle che sono state fino ad ora le politiche commerciali delle due aziende.

Sulla pagina di Wind sono invece arrivate rassicurazioni sul fatto che Wind Tre sarà in grado di “offrire nuovi servizi di TLC innovativi a prezzi competitivi e agirà sul mercato italiano in modo ancora più incisivo”. Non ci resta che aspettare per capire se questo sia solamente uno slogan o se Wind Tre sarà in grado di imporsi non solo dal punto di vista numerico, come primo operatore italiano in termini di utenti, ma anche per la qualità dei suoi servizi.

Storia dell’integrazione: le tappe

6 agosto 2015
CK Hutchison e VimpelCom annunciano di aver raggiunto un accordo per una joint venture paritetica per la gestione delle loro attività di telecomunicazioni in Italia. Attraverso questa integrazione, 3 ITALIA e WIND acquisiranno la dimensione e l’efficienza necessarie per continuare ad offrire servizi di TLC innovativi a prezzi competitivi e per competere in modo ancora più incisivo sul mercato italiano.

1 settembre 2016
La Commissione Europea approva la joint venture tra CK Hutchison e VimpelCom. La joint venture sbloccherà investimenti per 7 miliardi di euro in infrastrutture digitali, contribuendo alla crescita del Paese. I clienti beneficeranno di un significativo miglioramento della velocità di download e della copertura 4G/LTE, di una più elevata affidabilità dei servizi e di una maggiore forza competitiva.

#Windtre L’integrazione delle due reti, unita a ulteriori investimenti significativi, garantirà ai clienti italiani una qualità di rete ineguagliabile e accelererà lo sviluppo di servizi sempre più avanzati in banda larga mobile e fissa. Con oltre 31 milioni di clienti mobili e 2,7 milioni nel fisso, dall’integrazione ci si attende di realizzare efficienze per un valore attuale di oltre 5 miliardi di euro al netto dei costi di integrazione. I ricavi complessivi delle due società nel 2015 ammontavano a 6,25 miliardi di euro. Il deal rappresenta la più grande operazione di M&A in Italia dal 2007.

25 ottobre 2016
CK Hutchison e VimpelCom ricevono l’approvazione definitiva dal Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE) per la joint venture paritetica in Italia delle rispettive controllate, 3 Italia e Wind Telecomunicazioni. L’integrazione delle due aziende verrà completata entro la fine dell’anno. La nuova azienda effettuerà importanti investimenti nelle infrastrutture digitali portando benefici ai clienti e alle aziende in Italia, sbloccando risorse significative che si realizzeranno attraverso le sinergie.

5 novembre 2016
CK Hutchison e VimpelCom completano formalmente la transazione per l’integrazione delle loro attività in Italia, dopo aver ricevuto tutte le approvazioni necessarie da parte degli organi regolamentari. Da questo momento, 3 Italia e Wind sono entrambe controllate dalla join-venture di CK Hutchison e VimpelCom. I due azionisti possono ora lavorare per finalizzare formalmente l’integrazione delle loro controllate italiane.

31 dicembre 2016
Nasce ufficialmente Wind Tre SpA. L’azienda, grazie alla posizione di rilievo raggiunta nel mobile, vuole diventare un player di riferimento nell’integrazione fisso-mobile e nello sviluppo delle reti in fibra di nuova generazione, in particolare, anche grazie all’accordo con Enel Open Fiber per la realizzazione della rete in banda ultralarga nel nostro Paese.

II grande giorno è arrivato. Wind Tre, nato dalla fusione dei due gestori, è ufficialmente partito. Prende vita così, dopo mesi di lavoro per far decollare il matrimonio, il primo operatore mobile italiano con 31 milioni di clienti e tanta voglia di crescere, rosicchiando quote di mercato a Tim e Vodafone. Le linee guida sono ben chiare a Maximo Ibarra, nuovo ad del colosso telefonico. «Comincia – spiega in una nota ufficiale – una grande sfida di mercato, un’importante fase di sviluppo per l’economia digitale nel nostro Paese. Vogliamo essere leader nella relazione con i clienti grazie alla qualità delle nostre infrastrutture, alla trasparenza delle nostre offerte e alla passione delle nostre persone». Del resto, Wind Tre ha un piano di sviluppo rilevante. Tant’è che è pronto a investire 7 miliardi di euro nei prossimi 7 anni in infrastrutture digitali. Ma non basta. L’obiettivo finale è «diventare un player di riferimento nell’integrazione fisso-mobile e nello sviluppo delle reti in fibra di nuova generazione». Questo anche grazie all’accordo con Enel Open Fiber per la realizzazione della rete in banda ultralarga in Italia.
La nuova società vanta anche un portafoglio di 2,7 milioni di clienti nel fisso. Nulla cambierà, almeno per il momento, da un punto di vista commerciale per i clienti: i marchi restano distinti e così i negozi, le tariffe, i numeri per l’assistenza. Poi, con gradualità, ci sarà l’integrazione.

Come noto, ci sono voluti circa due anni per arrivare al tanto atteso matrimonio. Era infatti la fine del 2014 quando cominciarono a circolare le prime voci, mai commentate dei diretti interessati, di una intesa in vista. Ma solo nel maggio 2015 arrivò l’annuncio ufficiale da parte dell’ad della russa Vimpelcom, Jean Yves Charlier, che rese noto l’accordo con i cinesi del gruppo Hutchi- son per un’alleanza paritaria. L’anno e mezzo successivo è servito a mettere a punto i dettagli dell’operazione e, soprattutto, per ottenere le necessarie autorizzazioni da parte di tutti gli attori in campo, a partire da Bruxelles che ha dato il proprio via libera solo a condizione che un nuovo operatore facesse il suo ingresso sul mercato italiano. La soluzione è stata trovata in Iliad, il gruppo francese low cost, che grazie agli accordi con Wind Tre potrebbe lanciare le proprie offerte già nel 2017. Ibarra sarà affiancato da una squadra di manager di grande esperienza nazionale ed internazionale: Dina Ravera (merger integration officer) , Stefano Invernizzi (finance, control & procurement), Benoit Hanssen (technology), Paolo Nanni (business & wholesale), Luciano Sale (human resources) , Mark Shalaby (legal, com- pliance & regulatory), Michiel Van Eldik (consumer & digital) e Massimo Angelini (pr internal & external communication).

«Comincia una grande sfida di mercato, un’importante fase di sviluppo per l’economia digitale per l’Italia. Vogliamo essere leader nella relazione con i clienti grazie alla qualità delle nostre infrastrutture, alla trasparenza delle nostre offerte e alla passione delle nostre persone». Così il ceo di Wind Tre, Maximo Ibarra, dà il benvenuto alla nuova azienda nata dalla fusione delle due società operative H3G e Wind Telecomunicazioni dopo la costituzione della joint-venture paritetica creata da Hutchison e Vimpelcom.

Operativa sul mercato italiano delle telecomunicazioni dal 31 dicembre, Wind Tre conta oltre 31 milioni di clienti nel mobile e 2,7 milioni nel fisso e «investirà, nei prossimi anni, 7 miliardi di euro in infrastrutture digitali», si legge nella nota diffusa ieri del gruppo. Fra le altre cose il nuovo operatore promette di fornire «servizi innovativi, di elevata qualità e una maggiore velocità di rete in linea con la crescente domanda di connettività e con le aspettative di consumo di famiglie e imprese».

L’azienda, si legge inoltre nel comunicato, punta a «diventare un player di riferimento nell’integrazione fisso-mobile e nello sviluppo delle reti in fibra di nuova generazione grazie anche all’accordo con Enel Open Fiber per la realizzazione della rete in banda ultralarga in Italia».
Maximo Ibarra sarà affiancato da una squadra di manager di esperienza nazionale ed intemazionale: Dina Ravera (merger integration officer), Stefano Invernizzi (finanza), Benoit Hanssen (tecnologia), Paolo Nanni (business & Wholesale), Luciano Sale (risorse umane), Mark Shalaby (legale), Michiel Van Eldik (consumer) e Massimo Angelini (pubbliche relazioni e comunicazione esterna).
Restano ancora da capire modi e tempi previsti per l’integrazione delle reti che facevano capo ai due operatori, anche se il tam tam degli ambienti vicini all’operazione riferisce che sono in arrivo pure su questo fronte importanti novità. Confermate, per ora, le tariffe esistenti al momento della fusione.

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