Tragedia sfiorata a Roma, crolla albero davanti al McDonald’s e colpisce una donna, ricoverata in grave condizioni | Newsitaliane.it

Tragedia sfiorata a Roma, crolla albero davanti al McDonald’s e colpisce una donna, ricoverata in grave condizioni

Sta facendo molto discutere quello che, nella giornata di ieri, giovedì 5 gennaio 2016 si è verificato all’Eur, in via dell’Artigianato nella città di Roma, proprio davanti al McDonald’s dove forse a causa del forte vento, è crollato un albero che ha colpito una donna e il suo bambino piccolo. Stando a quanto emerso dalle prime indiscrezioni sulla vicenda, che sta lasciando senza parole davvero moltissime persone, sembra proprio che sia la donna che il suo bambino stessero uscendo dal Luneur quando sono stati coinvolti nella caduta dell’albero e, sempre stando a quanto emerso dalle ultime indiscrezioni, sembra proprio che fortunatamente per il piccolo le conseguenze non sarebbero state gravi mentre al contrario, le condizioni di salute della donna sembrerebbero essere preoccupanti.

Immediatamente dopo la vicenda ecco che è stato lanciato l’allarme e sul posto è intervenuta la polizia municipale e gli operatori sanitari del 118 che hanno provveduto a soccorrere la donna trasportandola, in codice rosso, presso l’ospedale Sant’Eugenio dove i medici hanno provveduto a curare le ferite riportate, tra cui anche alcune fratture. La donna è stata dunque ricoverata in ospedale mentre invece i vigili del fuoco sono intervenuti provvedendo alla messa in sicurezza dell’intera zona.

Quanto accaduto, come precedentemente anticipato, ha lasciato senza parole davvero moltissime persone e nello specifico, ad esprimersi sulla vicenda è stato l’assessore alla Sostenibilità ambientale di Roma Capitale, ovvero Pinuccia Montanari la quale ha nello specifico dichiarato “A nome di tutta l’amministrazione, esprimo pieno sostegno alla donna e al figlio, rimasto fortunatamente illeso, che sono stati colpiti da un albero caduto all’Eur, in viale dell’Artigianato, angolo piazza Santo Domingo”, concludendo poi “L’albero è collocato all’interno di un perimetro in affidamento alla catena McDonald’s e di proprietà dell’ente EUR Spa. Abbiamo, comunque, avviato tutte le verifiche necessarie a definire l’accaduto”. L’incidente è avvenuto nelle prime ore del pomeriggio di ieri, precisamente intorno alle ore 16,30 e come precedentemente anticipato, a causare tale terribile incidente sembrerebbe essere stato il forte vento di tramontana che si è abbattuto sulla zona. Sul posto, subito dopo l’incidente sembrerebbero essersi recate diverse ambulanze in quanto, in un primo momento, si temeva che nell’incidente fossero rimaste coinvolte più persone, ma fortunatamente si trattava di una percezione errata.

Si è dunque trattato di una tragedia sfiorata in quanto proprio nella zona in cui è caduto l’albero è presente un parco giochi all’interno del quale, nel momento in cui è avvenuto il crollo, sembra proprio fossero presenti diverse famiglie. Anche alcune autovetture parcheggiate nei pressi del Lunapark sono rimaste coinvolte in seguito alla caduta dell’albero ma fortunatamente, a parte la donna sopra citata, che appunto in quel momento stava uscendo insieme al suo bambino dal lunapark Luneur a Roma, non sembrerebbero esservi altri feriti.

È rimasta cosciente e vigile e nonostante il dolore atroce e lo choc, ha avuto la forza di chiedere come stava il suo bambino di soli tre anni e mezzo. Doveva essere un pomeriggio di svago per festeggiare l’arrivo della Befana e invece la tragedia ha sfiorato una famiglia romana.
Mamma, papà e figlioletto erano usciti dal Luneur Park quando sono stati travolti da un pino precipitato su viale dell’Artigianato, angolo piazza Santo Domingo all’Eur in una giornata di fortissimo vento. La mamma è stata colpita dall’albero e ha riportato la frattura di due vertebre lombari, dell’osso sacro e di un braccio. Illesi il bambino e il marito. La donna è stata subito soccorsa dal medico del parco giochi.
L’INTERVENTOGli operatori del 118 hanno trasportato in codice rosso la mamma all’ospedale Sant’Eugenio. Il pino, così come spiegato anche dal Luneur, si trova all’interno del perimetro davanti al McDonald’s, proprio al confine con la strada. Ed è precipitato all’esterno.
Il Luneur ha fatto sapere che tutti gli alberi erano stati controllati e quel pino in particolare era stato visionato l’8 novembre. Il grosso pino ha colpito anche due auto e sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. La donna attualmente è ricoverato nel reparto di ortopedia del Sant’Eugenio diretto dal professor Lucio Alessandro. «L’albero ha travolto anche delle auto – racconta Giuseppe Lobefaro, ex presidente del I municipio che ha condiviso su Facebook le foto del dell’incidente – la cura del verde è difficile a Roma, purtroppo manca la manutenzione». L’assessora alla Sostenibilità ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari ha espresso «pieno sostegno alla donna e al figlio, rimasto fortunatamente illeso» e ha fatto sapere che il Comune ha «avviato tutte le verifiche necessarie a definire l’accaduto». A fine serata il marito della donna con il figlioletto sono tornati sul luogo dell’incidente per cercare di capire come possa essere accaduto. L’area è stata sottoposta a sequestro.
LE VERIFICHEPaura ieri anche all’Esquilino dove è caduta una grossa parte di un cornicione: l’incidente è avvenuto all’angolo tra via Emanuele Filiberto e via Foscolo. Fortunatamente in quel momento non passava nessuno e non si sono registrati feriti. Alberi e rami caduti si sono registrati un po’ in tutta la città. Sono stati oltre venti gli interventi per alberi e rami caduti.
A Prati ad esempio, è stata chiusa la corsia laterale di viale delle Milizie per alberi sulla strada, disagi poi su via Fornaci di Tor di Quinto e alberi caduti all’Appio in via Cesare Baronio. A causa del forte vento, certamente, ma anche per la mancata manutenzione del verde della città. Una storia vecchia oramai, che i romani conoscono bene. E l’alibi dell’inchiesta Mafia Capitale che ha sconfitto la corruzione che risale a due anni fa, non può essere più usata come una giustificazione. I numeri del verde romano fanno quasi impressione: degli oltre 300 mila alberi presenti, circa 80 mila sarebbe a rischio. Cifre che derivano da un censimento che risale a diversi anni fa. Dopotutto la cronaca racconta di nomi e volti di feriti e morti per il crollo di alberi. A novembre un ex maresciallo di 73 anni è deceduto a Cesano, travolto da un albero. Sempre a novembre l’ormai ex assessore Muraro annunciò «38 potature e 36 abbattimenti» in zona Saxa Rubra. Una goccia in mezzo al mare tempestoso del verde cittadino dove da un momento all’altro potrebbe scatenarsi uno tsunami. Tanto che mesi fa scese in campo anche il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. «Sono venuti giù gli alberi, abbiamo avuto una parte di Roma che si è allagata – attaccò a novembre Galletti – Questo non è dovuto a mancati interventi per il dissesto, ma a una mancata manutenzione della città».
VOLONTARI PER IL VERDEIntanto in città nascono associazioni per adottare parchi e alberi. Qualche esempio: gli splendidi giardini a ridosso delle Mura Latine, sono stati dati in affidamento dal Comune ai residenti uniti nel Comitato Mura Latine. Nel II municipio si pensa ai Patti di collaborazione con i commercianti che potrebbero a breve adottare aree verdi: potature e pulizia in cambio di uno sconto sull’occupazione di suolo pubblico, un’idea presa in prestito dal Comune di Bologna. Nessuna speranza ancora per il K2, ancora chiuso nonostante un privato si sia offerto di sborsare 4.000 euro per la potatura di platani pericolanti.

La caduta di un albero, o di una sua grossa branca, non è un purtroppo un evento raro nei nostri giardini e, quando questo accade, i rischi per l’incolumità sono molto alti. Nel caso del verde pubblico chi ne risponde è il Sindaco o un suo delegato. Nel caso dei giardini privati affidati ad un’impresa del verde le responsabilità restano in capo al titolare dei “doveri di custodia diligente del bene” (così recita la legge). La giurisprudenza individua nel proprietario-amministratore, o in una figura delegata in forma scritta e circostanziata, il titolare dei doveri dei custodia diligente da cui discendono le responsabilità civili e penali in caso di danni e lesioni causate dall’oggetto in custodia. Il Sindaco, l’amministratore condominiale o il privato cittadino proprietario di un giardino sono perciò gravati del dovere di diligente custodia degli alberi che ricadono nelle loro aree verdi. Le perizie fitostatiche, in questo contesto, risultano gli unici strumenti diagnostici per valutare la pericolosità degli alberi e per garantirsi contro le responsabilità della negligenza nei doveri di custodia.

Lo schianto di un albero o di grossi rami può avere diverse cause. Nella maggioranza dei casi questi eventi sono prevedibili, se affrontati con perizia e diligenza, in quanto esistono procedure agronomiche che permettono di individuare vizi o difetti strutturali dell’albero quali micosi del legno, insetti lignicoli, difetti morfologici di crescita, lesioni sulle radici provocate da scavi di cantiere, suoli poco idonei, asfissie radicali, ecc… In caso di caduta di un albero, le polizze assicurative possono coprire la responsabilità civile ma nulla possono su quella penale, che resta a carico della persona fisica titolare della “custodia del bene”. Nel caso del verde pubblico, questa persona è individuata nel sindaco (o suo eventuale delegato), nel caso del verde privato, il “custode” può essere un amministratore come anche un privato cittadino. La gestione in sicurezza delle alberature non ammette “ignoranza” e, pur non essendo in capo all’impresa manutentrice l’esecuzione dei controlli agronomici di un giardino, va comunque ribadita l’utilità delle segnalazioni dei casi sospetti al proprietario-cliente.

La segnalazione degli alberi sospetti è un elemento di professionalità per l’impresa manutentrice e si trasforma in un’arma vincente contro eventuali coinvolgimenti a seguito della caudata di un albero. Sia ben chiaro: il titolare delle responsabilità civili e penali è sempre e solo il titolare della custodia del bene e questa figura non si identifica, per forza, con il guardiano della proprietà, con il giardiniere o con il ragioniere che tiene i conti economici. L’art. 2051 cod.civ. non si riferisce alla “custodia” nel senso contrattuale del termine, bensì ad un effettivo potere fisico che implica il governo e l’uso della cosa ed a cui sono riconducibili l’esigenza e l’onere della vigilanza affinché dalla cosa stessa, per sua natura, non derivi danno ad altri (cfr. Cass. Civ. Sez. III, 1859/00). In questo senso la custodia è il potere di effettiva disponibilità e controllo della cosa, indipendentemente dal titolo che si possa vantare sulla cosa stessa. “Custode” è, quindi, chi si trovi nelle condizioni di controllare i rischi inerenti alla cosa, per effetto della disponibilità materiale di essa (cfr. Cass. Civ. Sez. III, 24530/09; Cass. Civ. Sez. Unite, 12019/91). Non sussiste, al contrario, alcun potere di controllo, quando la relazione con la cosa è limitata nell’intensità e nel tempo di esercizio del potere, oppure consiste in una detenzione o un uso sporadico, nell’ambito di più ampi poteri organizzativi e direzionali spettanti ad altri (cfr. Cass. Civ. Sez. III, 5418/78). I controlli e le perizie Il controllo del grado di sicurezza di un albero è un’operazione tecnica che richiede competenze specifiche e attrezzature adeguate : un albero può essere pericoloso non solo per malattie parassitarie ma anche per difetti di crescita o per lesioni subite. La perizia non si limita perciò alla diagnosi sullo stato di salute dell’albero ma va a verificare la pericolosità dell’albero. Il procedimento diagnostico è standardizzato a livello mondiale e richiede una schedatura specifica molto simile ad una cartella clinica con punteggi, prescrizioni e valutazioni. La scheda VTA (visual tree assessment) di diagnosi diventa perciò il documento tecnico che certifica la condizione strutturale dell’albero e il suo grado di pericolosità

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