Rivoluzione Yahoo! cambierà nome in Altaba: via l’amministratore delegato Marissa Mayer | Newsitaliane.it

Rivoluzione Yahoo! cambierà nome in Altaba: via l’amministratore delegato Marissa Mayer

Come già accennato, gli attuali vertici di Yahoo abbandoneranno i riflettori mentre il nuovo presidente di Altaba sarà Eric Brandt, che prenderà il posto dello spodestato Maynard Webb. Bloomberg, citando una fonte anonima, riportò l’intenzione di Verizon di chiedere uno “sconto” nel prezzo di acquisizione, ma nessun annuncio ufficiale è stato dato dopo questi eventi. Internet non sarà più il cuore di questo blocco, che sarà più strettamente una società di investimenti.

Yahoo nel 2000 valeva 125 miliardi di dollari, Facebook non esisteva nemmeno e Mark Zuckerberg aveva 16 anni. Inoltre, quando la transazione sarà completata, teoricamente entro la fine di marzo, l’ad Marissa Mayer e anche il confondatore David Filo lasceranno il consiglio di amministrazione. Verizon, però, non sta comprando tutto il “pacchetto Yahoo” e ciò che resta fuori è sostanzialmente una holding con partecipazioni consistenti in Alibaba e Yahoo Japan: l’operazione di acquisizione di fatto è anche un’operazione che va a dividere in due Yahoo.

Marissa Mayer, CEO di Yahoo! Yahoo ha trovato l’accordo per cedere l’attività Web a Verizon Communication, in un’operazione valutata poco meno di 5 miliardi di dollari. Rivoluzione per Yahoo! che cambierà il suo nome in Altaba. “È poetico pensare che uniremo le forze con AOL e Verizon per entrare nel nostro prossimo capitolo focalizzato sul mobile”. Altaba quindi non è Yahoo, è semplicemente una società che detiene azioni e brevetti. Secondo indiscrezioni di stampa, Altaba vuole essere la combinazione delle parole “alternative” e “Alibaba”.

II nome Yahoo non sopravvivrà all’acquisto da parte della Verizon del motore di ricerca californiano. A transazione ultimata, la società residua prenderà il nome Altaba, per meglio riflettere le attività che ancora saranno concentrate sotto il brand: Alternative per indicare le operazioni di Ya- hoo Japan, e Alibaba, in rappresentanza della quota azionaria del mercato digitale posseduta dalla società americana. Nel passaggio, l’attuale amministratrice Marissa Mayer lascerà il comando del board insieme ad alcuni altri consiglieri, ma resterà con ogni probabilità in forza al gruppo che uscirà dalla fusione. Questi sviluppi anticipati lunedì pomeriggio dalla stessa Yahoo, sono contingenti alla conclusione della vendita da 4,8 miliardi con la quale l’azienda telefonica e distributrice della banda larga dovrebbe prendere possesso di una delle protagoniste della storia dell’Internet. A ventidue anni dal suo debutto, il motore di ricerca ha alle spalle il picco della popolarità che aveva raggiunto nella fase ascendente, e da più di un decennio si dibatte nell’incapacità di trovare un’identità più ampia e consona con l’attuale mercato. La conclusione dell’acquisto tuttavia non è scontata.

Le rivelazioni ripetute di massicci furti dei dati personali di un miliardo e mezzo di utenti dei servizi offerti dalla società, ha insinuato nella trattativa il sospetto che Yahoo possa avere precipitosamente perso buona parte del suo valore in seguito alla vicenda. La parte più consistente del valore societario è in ogni modo quella residua, che sarà riunita sotto l’ombrello Alta- ba. Il braccio giapponese delle operazioni Yahoo al lordo delle tasse che dovrebbero essere pagate in una eventuale cessione è valutato 9 miliardi di dollari. La quota del 15% di Alibaba, l’operatore telematico cinese di vendite online che Yahoo acquistò mentre tentava di entrare nelle strette maglie del mercato del paese asiatico che hanno finito per stritolarla, vale oggi 31,7 miliardi. Un prezzo che il creatore di Alibaba Jack Ma sembra ben disposto a pagare, ora che la sua azienda è cresciuta alla attuali, mastodontiche dimensioni.

Quando le trattative di vendita sono state imposte al consiglio di amministrazione circa un anno fa ad opera dell’hedge fund Starboard che agiva da investitore attivista, alcuni consiglieri furono inseriti a forza per accelerare il passo. Diversi tra loro ora scenderanno dal carro, mentre Yahoo si prepara ad assumere la nuova configurazione che avrebbe dopo la fusione con Verizon. L’ex direttore finanziario della Broad Corp Eric Brandt, che era salito a bordo lo scorso marzo, sarà l’amministratore della Alta- ba, una volta creata. Una volta superate le secche della trattativa e determinato il prezzo finale dell’acquisizione, l’accordo dovrà passare il vaglio più importante e al momento più incerto, quando arriverà sulla scrivania di Walter Clayton, il nuovo direttore proposto da Trump alla guida della Secu- rity Exchange Commission, controllore della borsa. Trump ha criticato più volte le acquisizioni che stanno consolidando il mercato delle comunicazioni, e la pratica Verizon-Yahoo sarebbe la prima occasione di riscontro del reale orientamento dell’agenzia durante la sua presidenza.

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Comments

  1. Mi chiedo come ha fatto a divenire una top manager. La persona più inutile che io abbiamo mai visto fare il CEO di una società.

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