Operazione anti-terrorismo, perquisizioni nel Lazio: arrestato un cittadino tunisino sostenitore di Al Qaeda | Newsitaliane.it

Operazione anti-terrorismo, perquisizioni nel Lazio: arrestato un cittadino tunisino sostenitore di Al Qaeda

Continuano le operazioni anti-terrorismo in Italia e sembra che proprio nella giornata di ieri un uomo, ovvero Saber Hmidi, pare sia stato arrestato nell’ambito di un’indagine condotta dalla Digos di Roma e dalla Polizia Penitenziaria perché considerato appartenente all’organizzazione terroristica Ansar Al-Sharia. Dopo gli ultimi attentati terroristici, l’attenzione delle forze dell’ordine nei confronti del terrorismo di matrice islamica è sempre più alta in tutta Europa e di conseguenza anche in Italia, dove nei giorni scorsi sono stati anche espulsi alcuni soggetti considerati ad alto rischio. Secondo quanto emerso negli ultimi giorni, pare che nel Lazio siano presenti delle cellule legate al terrorismo e per questo motivo sono scattate una serie di indagini e perquisizioni in tutta la regione nei confronti di soggetti sospettati di appartenere ad organizzazioni terroristiche. Ebbene si, dalle indagini, è emerso che il cittadino tunisino di 34 anni avesse collegamenti con l’organizzazione terroristica ed ancora sarebbe stata riscontrata la sua particolare capacità di indottrinamento dei compagni di detenzione.

E’ stata ribattezzata Black Flag l’operazione anti-terrorismo partita all’alba della giornata di ieri da parte della Digos di Roma che ha portato ad effettuare una serie di perquisizioni in tutta la regione Lazio e nei confronti di persone sospettate di essere legate a gruppi terroristici; nel corso di alcune perquisizioni, gli agenti hanno ritrovato all’interno di alcuni appartamenti una bandiera dell’Isis, una tunica nera, una pistola e testi coranici. Proprio sulla bandiera pare si sia letta la seguente frase: “Maometto è l’unico Dio”, firmato Ansar Al-Sharia. Il cittadino tunisino 34enne arrestato, è risultato essere nel nostro paese dal 2008 ed inoltre pare abbia transitato già per sei istituti carcerari italiani ed al momento si trova in quello di Rebibbia, ma prossimamente verrà trasferito in una prigione di massima sicurezza. Saber, aveva anche sposato una donna italiana convertita all’Islam, matrimonio avvenuto nel 2010;non risulta che il tunisino abbia mai lavorato in Italia e pare inoltre fosse una persona piuttosto violenta, comportamento emerso anche durante la permanenza in carcere dove ha pestato diversi detenuti cristiani.

Inoltre, lo stesso pare avesse anche esultato alle notizie degli attentati terroristici e minacciato gli agenti di polizia penitenziaria giurando che avrebbe tagliato loro la testa inneggiando ad Allah. Al momento del suo penultimo arresto, nel 2014, il tunisino pare abbia minacciato con una pistola gli agenti che lo avevano fermato per un controllo di routine alla Romanina. Padre di una bimba e marito di un’italiana convertita all’Islam, sta scontando una condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione per porto e detenzione di arma da fuoco. “Hmidi è indagato in quanto partecipava all’organizzazione terroristica Ansar Al-Sharia da intendersi affiliata e, di fatto, ricompresa in quella denominata Isis, finalizzata al compimento di atti di violenza con attentati alla persona e al danneggiamento di cose mobili ed immobili anche mediante l’utilizzo di dispositivi esplosivi o comunque micidiali, ancorché con ricorso ad iniziative e strategie militari, al principale scopo d’intimorirne le popolazioni ed arrecare grave danno a più stati (tra i quali Tunisia, Libia e Siria), mirando alla destabilizzazione degli ordinamenti costituzionali e all’instaurazione di un sistema di natura confessionale salafita, contrario ai diritti fondamentali dell’uomo convenzionalmente riconosciuti”, è questo quanto spiegato dagli inquirenti.

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