Meteo shock, Italia stretta nella morsa del gelo, vento e neve: 5 morti per il freddo | Newsitaliane.it

Meteo shock, Italia stretta nella morsa del gelo, vento e neve: 5 morti per il freddo

In scivolata dai Balcani, silenzioso e micidiale, il manto polare avvolge l’Italia, si accanisce sul centro- sud, miete cinque persone, quattro senzatetto e una donna morti per il freddo, blocca strade, aeroporti, treni e riesce in un’impresa secolare, gelare la cascata delle Marmore aTerni. Attraversata da venti gelidi e fortissimi, Roma vede cadere alberi, rami, pali della luce, tegole e antenne, mentre Fiumicino deve rinunciare alla tradizionale Festa della Befana per l’insistenza del grecale. Sempre a Roma, un albero caduto per il vento di strugge un’automobile a San Giovanni senza provocare, per fortuna, feriti, mentre il gelo avvolge monumenti e ghiacciato l’acqua delle fontane capitoline.
In discesa verso il Sud, la perturbazione porta la neve in Puglia e in Sicilia, imbiancando anche Messina e lasciando l’Abruzzo isolato per i tanti centimetri di ghiaccio. Le previsioni? Annunciano temperature ancora in calo e altra neve anche a bassa quota.

Il freddo richiamato da settimane è riuscito a uccidere ancora. Dopo l’indiano senza fissa dimora morto due giorni fa ad Aversa, altri senzatetto trovati con il cuore frantumato dal freddo. Quarantaquattro anni, originario di Visciano, il suo copro era all’interno di una mega struttura commerciale abbandonata nel centro di Avellino, dove viveva da circa tre anni. Il dramma dei barboni si consuma anche in Sicilia: a Messina muore un rumeno di 46 anni che aveva trovato rifugio in un imbarcadero privato. In serata, altra vittima per il gelo a Latina; sopra uria panchina nei pressi della parrocchia dell’Immacolata è morto un clochard polacco di 50 anni. Al vaglio le cause della morte di una donna di 49 anni trovata senza vita nella serata di ieri in strada ad Altamura, in Puglia; l’interrogativo è se la causa di morte sia un malore o la caduta sopra una lastra di ghiaccio. Nessun dubbio sul loro effetto sono state le temperature registrate ieri in Italia; -20,5 in Trentino alla diga del Careser, a 2600 metri di quota, in alta vai di Pejo, -20 sul Gran Sasso e -7 a Potenza, Pordenone e Campobasso, -6 a Udine e Reggio Emilia, -5 a L’Aquila, zero graffia Milano e Trento, un grado a Roma e Napoli.

I problemi maggiori si sono registrati in Molise, in provincia di Isernia, dove sono caduti fino a due metri di neve: 50 tir sono bloccati da ore sulla statale 650 Trignina che collega il Molise con l’Abruzzo. Quasi un metro di neve anche in diversi comuni dell’Abruzzo, da Sulmona a Lanciano fino a Roccaraso, dove a causa della bufera tutti gli impianti som rimasti chiusi. Bloccato anche l’aeroporto di Pescara, con circa 150 passeggeri che som stati sistemati negli alberghi in attesa di migliori condizioni poter ripartire per Francoforte. È nevicato abbondantemente sulle zone terremotate. Nel reatino le temperature sono già sotto Io zero e così nel frusinate. Ad Amatrice, a causa della neve e del forte vento che si som abbattuti la scorsa notte sui territori colpiti dal terremoto, si è sgonfiata una delle dodici tende che compongono postodi assistenza sanitaria. A Castelluccio di Norcia, evacuato dopo il sisma, le temperature hanno raggiunto i meno ventuno gradi: in Umbria a preoccupare è la colonnina di mercurio e il ghiaccio.

A Matera niente più presepe vivente mentre a Potenza il sindaco ha disposto la chiusura degli asili per la giornata di domani. In Friuli, a causa di una frana, un gruppo di escursionisti è rimasto bloccato sul monteGrauzariae solo in tarda serata dovrebbero essere raggiunti dai soccorritori. Pesanti disagi anche alla circolazione stradale e ferroviaria, amplificati dal forte vento che ha interessato tutto il centro sud. Nelle Marche, la rottura in mattinata di uncavo dell’alimentazione elettrica ha provocato l’interruzione per diverse ore della linea Fs Adriatica all’altezza di Senigallia mentre a Loreto le raffiche fino a 80 km orari hanno divelto diversi metri quadrati della copertura in piombo della basilicadi Loreto.

L’evento si verifica raramente: il freddo ha gelato quasi compieta- mente anche la Cascata delle Marmore: nel pomeriggio, quando il sole è calato, la grande massa d’acqua è diventata ghiaccio. Non succedeva da circa venti anni e nell’ultimo secolo solo un paio di volte. E oggi, la nuova emergenza nazionale si chiamerà proprio ghiaccio.

OGGI – NORD: Sole offuscato da sottili velature, qualche addensamento in più in Liguria e la sera anche sulle Alpi confinali. Temperature in calo, massime tra Oe 3 gradi. CENTRO: Soleggiato sul versante tirrenico salvo qualche addensamento in Toscana, variabile sulle regioni adriatiche ma senza fenomeni di rilievo. Temperature in calo, massime tra 1 e 4 gradi. SUD: Nubi e neve fin sulla costa sulle peninsulari, asciutto solo sulla Calabria tirrenica. Piovaschi su est Sicilia, neve dai 100m. Temperature in calo, massime tra 1 e 6 gradi.

DOMANI – NORD: A Nord Ovest nuvoloso con locali aperture in riviera ligure, sereno sulle pianure lombardo piemontesi. Al Nord Est sereno sulle pianure venete, nubi sparse con ampie schiarite altrove. CENTRO: Sul Tirreno nubi sparse con ampie schiarite sulle pianure toscane, nubi sparse con ampie schiarite altrove. Sull’Adriatico nubi sparse con ampie schiarite. SUD: Sul Tirreno nubi sparse con ampie schiarite sui litorali e sulle pianure. Sull’Adriatico nubi sparse con ampie schiarite sul litorale adriatico, nuvoloso con locali aperture altrove.

DOPODOMANI – NORD: Cieli prevalentemente sereni o poco nuvolosi su tutte le regioni settentrionali. Temperature senza grosse variazioni. Mari mossi, localmente molto mossi. CENTRO: Sul Tirreno nubi sparse con ampie schiarite sulla dorsale laziale, sereno altrove. Sull’Adriatico coperto con pioggia debole sui litorali. Mari mossi. SUD: Sul Tirreno nubi sparse con ampie schiarite sulle subappenniniche, nubi sparse con ampie schiarite sulla dorsale campana, sereno altrove. Sull’Adriatico nubi sparse con ampie schiarite sul litorale ionico.

La neve imbianca Palermo e il sole scalda Milano. Siamo il Paese delle contraddizioni e lo saremo anche in questo 2017. Dicono sia il nostro bello, ma francamente a starci in mezzo comincia a dare un po’ sui nervi. Consoliamoci continuando a giocare sui paradossi: duecento terremotati dell’Appennino passano le notti a 14 gradi sottozero mentre i 200mila extracomunitari sbarcati sulle nostre coste quest’anno se ne stanno quasi tutti al caldo negli alloggi che abbiamo provveduto a recuperare loro. L’impressione potrebbe essere che lo Stato si occupi più di chi qui è arrivato ieri rispetto a chi qui ci è nato e da una vita ci paga le tasse. Forse non è così ma poco ci manca.

Intendiamoci, tutti i terremotati che campano nelle tenso strutture ( attualmente assediate dalla neve, esposti a spifferi, vento e ogni rigore dell’inverno, lo fanno per loro scelta consapevole. Il governo ha prontamente messo a disposizione delle popolazioni colpite stanze d’albergo sulla costa e chi ha voluto ci si è trasferito da mesi. Nessuno può dire di essere stato abbandonato e la politica, anche durante le vacanze di Natale, si è esibita in frequenti passerelle nelle zone colpite dal sisma, benché siano scarsamente abitate, economicamente depresse se non per una modesta vocazione turistica e agricola, e per lo più terra di seconde case. Però sarebbe ingiusto liquidare la faccenda degli accampati sottozero sostenendo che si tratta di poche decine di vecchi matti che si ostinano a non voler abbandonare il suolo natio malgrado tutte le allerte ricevute.
Il guaio di queste popolazioni colpite dal sisma è infatti che sono molto vicine geograficamente a L’Aquila e l’esperienza delle disgrazie altrui le ha rese forti e consapevoli. Sanno che se abbandonano il territorio, rischiano di non tornarci più. Conoscono le lentezze di uno Stato che dopo nove anni ancora non ha reso agibile il centro di una città secolare, universitaria, capoluogo di Regione. Non se ne vanno perché temono che farlo significhi condannare a morte il proprio paese e se stessi a una fine da stranieri. Quanti aquilani sono morti in questi dieci anni senza rivedere la propria abitazione? I cittadini di Amatrice, Arquata del Tronto, Potenza Picena che affrontano l’inverno al gelo hanno paura di fare la stessa fine degli aquilani. Anzi peggio, visto che i loro Comuni contano poco o nulla. Per questo meritano rispetto e comprensione, anche se da centinaia di chilometri di distanza può sembrare assurda la loro decisione. Restano a presidiare la loro terra a costo di fare la figura di quelli cornuti, mazziati e derisi. Si tratta di gente di montagna, non abituata a chiedere. Fra di loro ci sono molti allevatori: sono consapevoli delfatto che staccarsi dagli animali può significare non rivederli più.
Ben altro inverno quello dei duecentomila sbarcati
quest’anno sulla Penisola. Molti dei quali, essendo migranti climatici, fuggono anche dal caldo. Malgrado questo, e malgrado la neve al Sud, la maggior parte però, qui il freddo non lo ha mai as-
saggiato. Abbiamo dato un tetto a tutti. Alcuni in albergo, proprio come i terremotati, altri nei centri d’accoglienza, qualcheduno addirittura in case private. Forse per questo continuano a venire qui mentre
negli altri Paesi d’Europa non vanno più. È il dato di ieri, che analizza in queste pagine il vicedirettore Fausto Ca- rioti spiegandone le ragioni: l’Italia è il solo Paese della Ue che nel 2016 ha visto aumentare
gli arrivi di extracomunitari: più 20%. Organizzano rivolte nei centri d’accoglienza, sequestrano volontari, i rapporti del Viminale indicano che tra loro si annidano potenziali quando non effettivi
terroristi islamici ma noi li accogliamo comunque, tutti e indiscriminatamente. E se non sappiamo chi sono, tanto meglio per loro, così non possiamo neppure avviare le procedure d’espulsione, che comunque si rivelano sempre una farsa.
Il Pil è fermo, la disoccupazione cresce, ilwelfare lo stiamo tagliando pezzo a pezzo, eppure per gli immigrati l’Italia resta sempre la meta preferita. Spendono 5-6.000 euro sottoponendosi a un viaggio da tregenda per arrivare da noi e svernare a nostre spese. Considerando che una pubblicità televisiva che ci invita alla solidarietà spiega che con 2 euro al giorno salviamo la vita a un bambino africano, pensate l’enormità dell’investimento economico che fa un cittadino della Costa d’Avorio piuttosto che della Nigeria per arrivare qui. D’altronde, un recente studio americano che in queste pagine illustra Nick Farrell, spiega che non sono i più poveri a emigrare e che il fenomeno dell’emigrazione coincide con il primo benessere dei Paesi originari.
Recenti tesi sociali contrarie all’immigrazione sostengono che chi muove i quattrini in Occidente favorisca l’arrivo di disperati dall’Africa per avere manodopera a basso costo disposta a lavorare a prezzi per cui gli italiani e gli europei si rifiutano. La sinistra poi agevolerebbe l’esodo nella speranza di recuperare voti. Ma la realtà si sta incaricando di contraddire i piani dei fautori dell’immigrazione selvaggia.
Chi arriva, se per caso si integra, non vota a sinistra e tende a mettersi in proprio anziché a faticare sotto padrone. E chi – i più – non si integra, neppure vota. In genere si dedica alla criminalità e per lo più litiga con i conterranei, spesso fino ad ammazzarsi. La rivolta di Conetta, vicino a Venezia, pochi giorni fa, è esplosa sul pretesto della morte accidentale di una giovane donna. Ma è stata covata in settimane di tensione etnica e razziale tra la comunità francofona e quella anglofona del centro. Per i buonisti sono tutti neri e perciò tutti uguali. Ma attenti, a importare gli immigrati ci tiriamo dentro le tensioni del continente più razzista del mondo.
Meglio pensare ai nostri terremotati, che anche al gelo amano l’Italia e la loro terra e sopportano in silenzio di non avere ciò per cui pagano da una vita. E se per caso qualcuno di loro muore, lo piangono, anziché sequestrare chi è lì per aiutarli.

Quella di ieri è stata davvero una strana Epifania: sole al Nord e bufere di neve con temperature polari al Centro Sud. In Puglia, Calabria e Sicilia è fioccato persino in spiaggia. Imbiancate anche Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Campania e Basilicata. La morsa del gelo ha invece interessato tutta l’Italia con temperature che hanno raggiunto anche i -20,5 gradi in Trentino in Alta Val di Pejo, -20 sul Gran Sasso e -7 a Potenza, Pordenone e Campobasso.

Sono gli effetti della sciabolata artica, arrivata dalla Russia, che non è ancora finita e, oggi, porterà nuove nevicate e un ulteriore abbassamento delle temperature. Il maltempo ha creato non solo numerosi disagi per chi viaggiava, ma ha provocato alcune vittime, specialmente fra i senzatetto. Uno è morto a Latina davanti una chiesa e stessa sorte è toccata a un napoletano di 43 anni ritrovato senza vita ad Avellino in un centro commerciale in disuso. Nel Casertano, ad Aversa, un homeless indiano di 58 anni è stato ucciso dal freddo in strada mentre a Messina non c’è stato nulla da fare per salvare dall’assideramento un rumeno che viveva in un edificio abbandonato. Sono in corso di accertamento le cause della morte di una donna di 49 anni trovata senza vita in strada ad Altamura.

Temperature polari, tantissima neve e disagi si sono avute in molte parti del Paese. In Friuli, a causa di una frana, un gruppo di escursionisti è rimasto fermo sul monte Grauzaria. In Molise, in provincia di Isernia, sono caduti fino a due metri di neve: 50 tir sono rimasti bloccati sulla statale 650 Trignina che collega il Molise con l’Abruzzo e Pescopennataro è di fatto isolato. Quasi un metro di neve anche in Abruzzo, da Sulmona a Lanciano fino a Roccaraso, dove per la bufera gli impianti sono rimasti chiusi. Tanta neve e freddo intenso pure nelle zone terremotate, da Amatrice a Norcia. A Matera è saltato il presepe vivente mentre ad Ascoli Piceno il sindaco, Guido Castelli, ha disposto la chiusura delle scuole sino a lunedì prossimo.

Anche il forte vento ha creato danni. Le raffiche, fino a 80 chilometri orari, hanno divelto diversi metri quadrati della copertura della cupola della Basilica di Loreto. A Roma, strage di alberi, mentre nelle Marche, tra Falconara Marittima e Senigallia, le folate hanno rotto un cavo di alimentazione elettrica provocando il blocco dei treni per alcune ore. In tilt i collegati menti marittimi: in Campania con Procida e Capri e in Sicilia con le Eolie. Anche gli aeroporti di Palermo e Pescara hanno dovuto cancellare voli a causa del maltempo.
Sulle strade l’attenzione è massima: «codice rosso» per la autostrada «A 14» nel tratto tra Val Vibrata e Vasto Sud e tra Bari Sud e Taranto Nord e sulla «A 25» tra Sulmona e l’innesto per l«A 14».
Intanto, per oggi, la situazione non migliorerà, tanto che la Protezione civile ha emesso una nuova allerta meteo. Si attendono gelate e nevicate fino in pianura su Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. Domani arriveranno le nuvole in gran parte del Paese, alternate a qualche schiarita, specie al Nord. Qualche fioccata, ancora lungo le coste, cadrà ancora in Abruzzo, Molise e Puglia.

Amatrice Minuscole lame di gelo sospinte da una tramontana potente tagliano la faccia, Marina si richiude alle spalle la porticina della roulotte e sospira: «Tragica. Ecco com’è la situazione. La notte passata in roulotte non ci si faceva a dormire dal freddo. E oggi si prevedono 18 gradi sotto zero. Ci mancava solo la bufera». Sono abituate al freddo le famiglie di Amatrice. Ma non così. E non quest’anno che, dal 24 agosto, il gelo non è più andato via dal cuore. Marina Santini ha due figli: Francesco, di 19 anni, e Benedetta 22. Il papà, Gianni il fornaio, è rimasto sotto le macerie. «I ragazzi erano passati pochi minuti prima a salutarlo. È morto lì», spiega Marina a chi non capisce perché c’è ancora chi nelle zone terremotate, a dispetto del volere della Protezione civile, vive in roulotte, in tenda, da solo o in campi «auto-organizzati». «Io la casa ce l’ho. Me l’hanno prestata amici che ci vengono in vacanza. Ma non ce la facciamo a dormirci. E così i miei ragazzi. Eravamo quasi convinti, ma la botta del 30 ottobre ci ha rimesso il terrore addosso. E non smette. Ha fatto una scossa l’altro ieri. Ogni tanto sentiamo il boato».

«Di giorno è diverso. Siamo con la porta accostata, pronti a scappare. Ma è meglio il camper. Certo, la notte scorsa con la tempesta di neve è stata brutta. Raffiche di vento fortissimo, la roulotte ballava, sembrava capovolgersi. Il telone sbatteva. Nemmeno Sasha, la cagnetta, riusciva a dormire. Viviamo come in un limbo. Le casette sono in ritardo. Con due figli e un padre affetto da demenza, che devo assistere, me ne spetterebbe una da 80 metri quadri, ma ne è arrivata solo una. E le richieste sono tante».
Di andare via non ci pensa neppure. «Sono venuta qui da Roma quando avevo otto anni. È la mia terra». Come scorre la giornata? «La mattina vado presto alla Caritas a prendere il pane. Arriva tutti i giorni, ma non si trova quasi mai, finisce subito. Alla mensa, tutti insieme il tempo scorre più in fretta. Le feste natalizie? Sono state bruttissime». Difficile rasserenarli. Eppure ieri il vescovo, monsignor Domenico Pompili, c’è riuscito. «È stato bello — spiega Francesco — vedere facce di ragazzi sereni. Ci serve. Ci aiuta. Anche se per prima cosa abbiamo parlato di terremoto. E noi non vorremmo più». Lui, appena uscito dalla scuola alberghiera, ad Amatrice non intende però rinunciare. Va tutto troppo lentamente. A cinque mesi dal terremoto ancora vediamo solo qualche container abbellito. Ma voglio stare qui e combattere. Questa è casa mia».[showhide]

Continua il gran freddo anche oggi, specialmente nel Centro-Sud. Giornata di ghiaccio – secondo gli esperti di ilmeteo.it – su gran parte del Nord e sulle colline. Neve su pianura e coste di Abruzzo, Molise, tutta la Puglia, Basilicata, Campania interna, Messinese, localmente il Palermitano e Reggino. Neve anche sull’Ascolano. Gran sole sul resto d’Italia.

Domenica 8 gennaio

Cielo localmente coperto al Centro-Nord. Ancora qualche nevicata fino al piano tra Abruzzo, Molise e Puglia. Neve debole in Basilicata e Irpinia. Piovaschi tra Messinese e Reggino. Pioggia debole in Sardegna. Neve sui confini alpini. Altrove più asciutto e soleggiato.

Temperature: freddo continuo

Il termometro è in forte calo nella giornata di oggi – sabato 7 gennaio – con valori massimi che al Nord a stento saliranno sopra lo zero, pochi gradi anche al Centro-Sud. Minime notturne ampiamente sotto zero su gran parte delle regioni italiane. Da domani, domenica 8 gennaio, i valori termici massimi saranno in aumento, anche se ancora gelidi quelli notturni.

Venti di tramontana spazzano i mari

Ancora venti di Tramontana, sabato forti su medio e basso Adriatico, Tirreno e Ionio. Da domenica intensità in decisa diminuzione.

Il grande freddo dell’Epifania

Ci siamo. È arrivata per l’Epifania l’aria gelida che era attesa e che interessa soprattutto il medio basso Adriatico, i settori appenninici, specie centro orientali, il Sud Italia e la Sicilia. Il resto dell’Italia – secondo gli esperti di ilmeteo.it – resterà all’asciutto, perché sotto vento rispetto a questo tipo di circolazione e anche con sole dominante.

Soltanto i versanti settentrionali delle Alpi, soprattutto centro orientali, potranno vedere nubi e nevicate fino in valle, anche qui per addensamenti di correnti fredde provenienti da Nord.

Cinque vittime del maltempo

C’è una vittima per il grande fredddo che imperversa su gran parte della penisola, nel giorno della Befana: si tratta di un clochard di 43 anni che è morto ad Avellino. Aveva tre figli.

Un altro clochard è morto ad Aversa, in provincia di Napoli.

La vittima di Avellino è un uomo originario di Visciano, in provincia di Napoli. Ad Altamura, in provincia di Bari, invece, una caduta causata dal ghiaccio è risultata fatale per una donna di 49 anni.

In Sicilia colpito un altro clochard: un clochard è stato trovato morto in un immobile abbandonato di fronte all’imbarcadero privato di Messina. Si tratta di un cittadino rumeno, di 46 anni. L’uomo era malato da tempo, ma è probabile che il freddo abbia aggravato le sue condizioni di salute.

Nel tardo pomeriggio le vititme sono salite a 5: è deceduto un altro clochard. Domani l’allerta massima continua in 7 regioni.

Nevicate anche nelle zone del terremoto

Le basse temperature e il gelo hanno investito anche le zone terremotate, aggiungendosi ai disagi già patiti dalle popolazioni.

Il vento fortissimo da nord-est che ha investito la provincia di Ancona, con raffiche fino a 80 km, ha divelto diversi metri quadrati della copertura in piombo della cupola della Basilica di Loreto.

Interrotta la linea Fs tra Falconara e Senigallia

La linea ferroviaria Adriatica è interrotta dalle 8 di stamattina fra Falconara marittima e Senigallia, in entrambi i sensi di marcia, dopo che forti raffiche di vento hanno rotto un cavo dell’alimentazione elettrica.

Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) ha inviato sul posto proprio personale, che dovrebbe riparare il guasto in un tempo relativamente breve. Nel frattempo sono stati istituiti bus sostitutivi fra Falconara e Senigallia per i passeggeri dei treni regionali. Si può già fare un bilancio di quanto sta accadendo in tutta Italia sul fronte del gelo.

Eolie senza collegamenti

A causa del maltempo le Eolie sono prive di collegamenti marittimi. Aliscafi e traghetti sono fermi nei porti per il mare molto mosso.

Il vento soffia da nord con raffiche di 46 km/h. Il mare è anche forza 7. Anche la neve è comparsa su qualche isola. Sia nelle cime delle montagne che a bassa quota, come a Quattropani e Pianoconte a Lipari.

A Stromboli per l’isolamento, le medicine e le bombole di ossigeno sono arrivate con la motovedetta della guardia costiera di Lipari che ha sfidato il mare in tempesta, mentre la nave cisterna “Attilio Ievoli” della Marnavi da Napoli ha garantito l’acqua (5500 tonnellate) ai cittadini dell’isola di Vulcano.

Vento, ghiaccio e neve in Puglia

Vento, neve e ghiaccio hanno flagellato la Puglia sin dalle prime ore della notte scorsa, dal Subappennino dauno e dal Gargano, dove nevica da ieri, per finire a Lecce, dove stamani per circa mezz’ora c’è stata una spruzzata di neve e la temperatura è scesa a livelli molto bassi.

Problemi alla viabilità si sono registrati nel Barese, e in particolare nella zona di Canosa di Puglia, dove alcuni mezzi pesanti sono andati di traverso sulla carreggiata a causa del ghiaccio.

Nel Foggiano chiuso un tratto della statale 16 Bari-Foggia ma solo per un incidente tra un’auto e un camion, che si è incendiato dopo l’urto costringendo all’intervento i vigili del fuoco. A Gioia del Colle (Bari) e nella Murgia barese sono caduti almeno 15 centimetri di neve; percorribile la statale 100 Bari-Taranto mentre lo stesso tratto autostradale è chiuso ai mezzi pesanti ed è percorribile solo con catene.

A Bari niente neve ma vento gelido che sferza la costa adriatica, mentre vento, neve e ghiaccio hanno dato un aspetto quasi surreale a Polignano a Mare. Neve anche su Taranto e dintorni, ma senza problemi alla circolazione. A Mola di Bari ieri sera ore di tensione al porto per un peschereccio, di ritorno da una battuta di pesca, che a causa del vento è finito nelle secche rischiando di urtare altre imbarcazioni ormeggiate. Per disincagliarlo ci sono volute tre ore di lavoro; nessun problema per i cinque marittimi dell’equipaggio.

Basilicata: ghiaccio e tanta neve, anche sullo Jonio 

Nevica ormai da 24 ore in quasi tutta la Basilicata, dove i problemi principali sono causati dal vento di burrasca e dal ghiaccio presente sulla maggior parte delle strade. La notte scorsa in molte zone della provincia di Potenza le temperature sono scese anche oltre i -10 gradi e stamani sta nevicando anche sulla costa jonica lucana.

Da ieri mattina sono imbiancati i rioni Sassi di Matera. Nella prima parte della mattinata, a causa del ghiaccio e della tanta neve caduta nelle ultime ore, criticità, nonostante lo scarso traffico della giornata festiva, sono state segnalate sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano degli Alburni, sulla Potenza-Melfi e sulla Tito-Brienza: in particolare su quest’ arteria è stato chiuso il tratto tra Tito e Satriano di Lucania (Potenza). Gran freddo e intensa nevicata a Potenza, dove, per la giornata di domani, sabato 7 gennaio, il Comune ha disposto la chiusura degli asili nido (le scuole, tempo permettendo, dovrebbero riaprire lunedì 9 gennaio). In vista del fine settimana di gare, inoltre, si va verso il rinvio di quasi tutti i campionati lucani: la Federbasket lucana ha già comunicato lo spostamento a data da stabilire delle gare del torneo di Promozione.

Risveglio sotto neve per Umbria, anche nelle zone sisma

Risveglio sotto la neve e al gelo per gran parte dell’Umbria, anche nelle zone colpite dal sisma. La polizia stradale non segnala problemi particolari alla circolazione e sono già al lavoro mezzi e personale dell’Anas.

La nevicata ha interessato in particolare la provincia di Perugia e le aree colpite dal terremoto. Una decina di centimetri vengono segnalati nella zona di Norcia. In tutta la Valnerina le strade principali sono tutte comunque regolarmente transitabili. Neve anche su Perugia e sulle colline intorno alla città. Imbiancato il Subasio nella zona di Assisi. Qualche intervento è stato compiuto nella notte dai vigili del fuoco per auto in difficoltà nella zona di Marsciano. In azione i mezzi antighiaccio dell’Anas in particolare sui nuovi tracciati della statale Valdichienti e per Casacastalda.

Vento, ghiaccio e gelo nelle Marche 

Temperature gelide nelle Marche, spazzate da forti venti da nord-est che ad Ancona hanno raggiunto gli 80 km orari, con deboli nevicate ancora in corso nelle zone montane colpite dal terremoto, a Visso, Arquata del Tronto, Ussita, Castelsantangelo sul Nera. Il problema principale sono le lastre di ghiaccio che nella notte si sono formate sulle strade interne, e rallentano la circolazione nonostante l’opera dei mezzi spargisale. Ad Ancona, dove il termometro segna -1 gradi ma la temperatura percepita è -7, le raffiche di vento hanno divelto tegole, alberi e coperture di impianti fotovoltaici, con un superlavoro per i vigili del fuoco. Venti fino a 37-33 km orari sui Sibillini: qui una coltre di neve ricopre da ieri le macerie dei centri terremotati.

A Visso la colonnina di mercurio segna -6, ad Arquata del Tronto -8. Secondo la Protezione civile regionale non risultano frazioni isolate e vento e neve non hanno provocato nuovi crolli. Tengono le tensostrutture che ospitano i mezzi e il personale di soccorso. C’è preoccupazione invece per gli allevamenti di montagna, dove i sindaci lamentano ritardi nell’installazione di stalle mobili.

Nella foto qui sopr: Amatrice sotto la neve.

Dove cadrà la neve più abbondante: le previsioni del 6 gennaio

Ma vediamo dove cadrà la neve e dove sarà più abbondante. Il Vesuvio stamattina appare come lo vedete nell’immagine di apertura, completamente bianco. Le nevicate più importanti sono attese nel Centro-Sud tra Marche, Abruzzo, Molise, poi sul Gargano, sulle Murge baresi, su gran parte della Basilicata e sul Nord della Sicilia.

Su questi settori la neve cadrà abbondante, spesso nell’ordine di 30/40 centimetri fino in pianura, ma accumuli consistenti oltre 60/80 centimetri o quasi a sfiorare il metro, sui rilievi delle Marche sud occidentali, diffusamente su quelli abruzzesi, settentrionali molisani e localmente anche sul Gargano e sul Potentino. Accumuli Over 60/70 centimetri anche sui rilievi settentrionali siciliani.

Insomma un Sud umbiancato e un Nord asciutto: l’Italia per questa volta va al contrario.

Le previsioni del 5 gennaio

E da oggi nevica! Le regioni più esposte all’irruzione saranno – secondo il meteo.it – quelle del medio e basso Adriatico, quelle appenniniche centro meridionali, in particolare i versanti orientali, e diffusamente le regioni meridionali, Sicilia compresa.
Esposte alle correnti fredde da Nord saranno anche i nostri versanti alpini di confine. Fa una certa impressione la neve che copre il Vesuvio. Un’immagine come quella dell’apertura col vulcano partenopeo in bianco non la si vedeva da parecchio tempo.

Show della neve dal 5 gennaio

Il primo fronte perturbato raggiungerà l’Italia al primissimo mattino di oggi, giovedì 5 gennaio, magari delle frange pre-frontali già nella notte su giovedì sul medio Adriatico e Centro Appennino. Mattinata di giovedì, quindi, già con piogge, temporali e nevicate diffuse su Marche, Abruzzo, Molise e al Sud.

Nelle regioni adriatiche neve anche a bassa quota

“Inizialmente – chiarisce il metoe.it – la neve cadrà a quote collinari sulle regioni adriatiche ma, già verso le ore centrali di oggi, raggiungerà le basse quote, 100/200 m sulle aree adriatiche. Entro la serata di giovedì 5 gennaio, aria gelida irromperà su tutta l’Italia, con venti impetuosi da Nord Nord Est.

Nel giorno della Befana anche -14 sulle zone adriatiche

Qualche dato sulla portata dell’aria gelida in arrivo: si toccheranno i -37° a circa 5300 m; -14° sulle aree adriatiche e appenniniche nel corso di venerdì 6, giorno della Befana; -8/-9° sulle colline appenniniche centro-meridionali e in pianura al Nord, nella fase venerdì-domenica.

Le previsioni del 4 gennaio

Mentre sta cadendo la prima neve sul Trentino Alto Adige, con l’Epifania sono in arrivo gelo e neve fino a bassa quota, venti burrascosi con raffiche fino a 100 chilometri orari e mari molto agitati con onde alte fino a 6 metri. Le temperature notturne scenderanno fino a -8° al Nord, fino a -20° sulle Alpi, -4° al Centro-Sud in pianura, come a Roma. È la previsione dei meteorologi di Meteo.it secondo cui “la prima settimana del 2017 sarà decisamente movimentata”.

Il peggio tra giovedì e sabato

Dopo il passaggio di una prima perturbazione (tra lunedì sera e martedì), proprio a ridosso dell’Epifania saremo raggiunti da un secondo e più intenso impulso artico, una vera e propria bufera, che si farà strada dall’Europa, che ha già investito Germania, Polonia, Romania e Bulgaria, con nevicate fino in pianura. In Italia arriverà tra giovedì e sabato. La perturbazione porterà un deciso peggioramento del tempo sul medio Adriatico e al Sud”, affermano gli esperti. Il rischio di nevicate sarà accompagnato da un tracollo delle temperature e da venti gelidi settentrionali.

Picco del gelo il 6 gennaio

Nelle giornate di venerdì (Epifania) e sabato è previsto il picco del gelo con il rischio neve non solo sui settori interni, ma anche lungo le coste del medio Adriatico, al Sud e nel nord della Sicilia. Il freddo sarà ancora più pungente per effetto del raffreddamento da vento (wind chill) causato dai forti e gelidi venti settentrionali che soffieranno con raffiche fino a 100 km/h. I mari saranno molto agitati al Centrosud con onde dai 4 ai 6 metri.

Fiocchi anche su Napoli, Reggio Calabria e Messina

Una coltre bianca è attesa a Pescara, Termoli, Foggia, Bari, Lecce, Matera, Cosenza, Crotone, Benevento e non è escluso che nevichi anche a Napoli, Reggio Calabria, Messina. Infine, conclude il meteorologo, “prosegue il trend secco sulle regioni settentrionali con al più qualche fiocco di neve su Romagna, Alpi orientali e in genere quelle di confine”.[/showhide]

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