Barletta choc durante partita di calcetto: Muore a 13 anni per l’assenza di un defibrillatore e un’ ambulanza medicalizzata | Newsitaliane.it
 

Barletta choc durante partita di calcetto: Muore a 13 anni per l’assenza di un defibrillatore e un’ ambulanza medicalizzata

Aveva solamente tredici anni Francesco Pio Molinaro, il ragazzino che nel tardo pomeriggio della scorsa domenica 14 febbraio 2016 si è tragicamente spento alla fine di una partita di calcetto. Ma vediamo nello specifico quanto accaduto. Doveva essere un normalissimo pomeriggio di gioco come tanti altri quello della scorsa domenica per il tredicenne che però purtroppo alla fine della partita di calcetto è stato improvvisamente colpito da un malore che gli è costato la vita.

Aveva appena finito la sua partita e aveva salutato mamma e papà prima di dirigersi verso lo spogliatoio affermando che sarebbe tornato da loro dopo cinque minuti ed invece così non è stato purtroppo. Intorno alle ore 18,30 il ragazzo è stato colpito da un malore proprio vicino alle docce, si è steso su una panca ed è stato soccorso in un primo momento dai compagni di gioco i quali hanno fatto il possibile per cercare di salvarlo. Purtroppo però all’interno della struttura dove si trovava il ragazzino, sita nello specifico nel quartiere Padre Pio a Trinitapoli, comune italiano di 14,694 abitanti della provincia di Barletta-Andria-Trani, in Puglia, non era presente un defibrillatore per cui non è stato possibile soccorrere il ragazzino per come in realtà andava fatto.

Ma non solo, infatti nonostante siano stati chiamati i soccorsi dai genitori, gli operatori e il mezzo del 118 sono arrivati con ben 30 minuti di ritardo e all’interno del mezzo non medicalizzato, non era presente ne un defibrillatore e neppure un medico. A raccontare la terribile vicenda è stato lo zio di Francesco Pio Molinaro il quale ha nello specifico affermato “Non vi era il defibrillatore neppure nell’ambulanza che è intervenuta sul posto, arrivata 30 minuti dopo che la mamma e il papà hanno chiamato il 118 e il mezzo non era medicalizzato: a bordo non c’era un medico e non c’era un defibrillatore”, continuando poi il suo intervento affermando “Gli operatori hanno tentato alcune manovre. Il piccolo ha vomitato ha ripreso conoscenza, ma poi si è sentito ancora male: è sopraggiunta un’altra autoambulanza, questa volta con il defibrillatore e con il medico a bordo, ma non c’è stato nulla da fare”.

Il tredicenne in seguito all’arrivo dei soccorsi è stato trasportato presso l’ospedale di Barletta e poi trasferito presso l’ospedale ad Andria ma per sfortuna non c’è stato nulla da fare. La delicata questione che vede come protagonista un ragazzino di appena tredici anni prematuramente scomparso, si trova adesso al vaglio dei carabinieri e la procura di Trani ha disposto l’autopsia sul suo corpo e si indaga per omicidio colposo nella speranza di poter capire cosa sia successo e se, un defibrillatore avrebbe potuto salvare la vita al tredicenne. Una vicenda questa che lascia senza parole non solamente le persone più care al tredicenne ma migliaia di persone che si chiedono come sia possibile morire così giovani e senza un disturbo apparente.

Un ragazzino di 13 anni, Francesco Pio Molinaro, è morto ieri sera dopo essere stato colto da malore al termine di una partita di calcetto. E’ accaduto nello spogliatoio di una struttura sportiva del quartiere Padre Pio di Trinitapoli. Sono stati subito chiamati i soccorsi e in quella struttura “non c’erano defibrillatori”, denunciano i famigliari del piccolo. Secondo quanto racconta uno zio del 13enne, inoltre, non vi era il defibrillatore neppure nell’ambulanza che è intervenuta sul posto e il mezzo – aggiunge l’uomo – “non era medicalizzato”. “E’ sopraggiunta – racconta ancora lo zio – dopo mezz’ora dalla prima chiamata un’altra autoambulanza, questa volta con il defibrillatore e con il medico a bordo, ma non c’è stato nulla da fare”. Tutte circostanze, queste, che sono al vaglio dei carabinieri. Sarà l’autopsia disposta dalla procura di Trani, che indaga per omicidio colposo, a stabilire se un defibrillatore avrebbe potuto salvare la vita al bambino.

Tutte circostanze, queste che sono all’attenzione delle forze dell’ordine. Il ragazzino è stato asportato al nosocomio più adiacente, di Barletta, ma qui ai genitori-lui consulente del lavoro, lei casalinga-è stato detto che il loro ragazzo era morto.Adesso sarà l’autopsia disposta dal tribunale di Trani che indaga per omicidio colposo, ad accertare se mai un defibrillatore avrebbe potuto preservare la vita al bambino.

Oggi è atteso l’esame autoptico al policlinico di Bari. “Pio-racconta lo zio-non era mai stato male, altri due fratelli più grandi e una sorella più piccola, era un ragazzino vivace amava lo sport, andava in bicicletta, giocava a calcio. Frequenta la terza media si era iscritto a ragioneria, quello che è accaduto è una tragedia la quale qualcuno dovrà dare risposte”.

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