Strage di Berlino, Fabrizia Di Lorenzo è morta nell’attentato lo ha confermato Alfano | Newsitaliane.it

Strage di Berlino, Fabrizia Di Lorenzo è morta nell’attentato lo ha confermato Alfano

Berlino, Istanbul, in Germania la gente inerme che compera regali per i suoi bambini, per la mamma o gli amici a un mercatino di Natale, festa della pace, della fratellanza, della solidarietà, e in Turchia un ambasciatore, Karlov, cui sparano alla schiena. Tutti sempre vittime, prese alla sprovvista, inermi, prede del fanatismo, della cattiveria, del demonio che possiede chi odia. Ma come sempre se gli obbiettivi sono diversi, il terrorismo in quanto tale ha nella sua anima più profonda la quintessenza della vigliaccheria, la vigliaccheria di chi odiando colpisce solo se la vittima è indifesa.

Leggo la Repubblica: “Ormai si fa sempre più forte l’ipotesi che si sia trattato di un attentato terroristico l’attacco di ieri sera a Berlino in cui un camion è piombato a tutta velocità sulla folla che visitava i mercatini di Natale, uccidendo 12 persone e ferendone 48. Un’azione che ricorda da vicino l’attentato della scorsa estate a Nizza.

L’uomo, che è stato arrestato poco dopo che il mezzo si era lanciato sui passanti nel cuore della città, è un migrante pakistano di 23 anni che sarebbe entrato in Germania, seguendo la rotta balcanica, lo scorso febbraio come richiedente asilo”.

Altra notizia, stesso giorno, dal Corriere della sera: “Immagini scioccanti, che hanno destato grandi emozioni in tutto il mondo e che ora fanno temere  gravi ripercussioni sulla stabilità di un’area già tra le più instabili del pianeta. Ritraggono l’ambasciatore russo ad Ankara, Andrey Karlov, ucciso a colpi di pistola nella capitale turca. Il diplomatico russo stava tenendo un discorso all’inaugurazione della mostra La Russia vista dai turchi quando un giovane poliziotto, iMert Altintas, un poliziotto di 22 anni, gli ha sparato. L’omicida ha aperto il fuoco alla Galleria di Arte contemporanea di Ankara. L’attentatore è poi stato ucciso dalla polizia turca, mentre Vambasciatore è morto in ospedale per le ferite riportate. «Noi moriamo ad Aleppo, tu muori qui». Questa una delle frasi che il killer avrebbe urlato”.

Sparare alla schiena mentre si parla di arte, di bellezza, di cultura, di vicinanze tra il popolo russo e il popolo turco; fiondarsi con un tir gigantesco sulle famiglie che comprano regali. Qualcuno ancora oggi vede in certi terroristi fanatici invasati, posseduti da un ideale inesistente, come se fossero mossi da sentimenti che poi si perdono nella pratica della violenza. No, non è così. Per età, per esperienza, per memoria storica ricordo il terrorismo, quello delle brigate rosse o nere, anche solo agivano come sciacalli, all’improvviso, colpendo, organizzando, odiando, anche loro mossi da una vigliaccheria insospettabile, spinti da un narcisismo sostenuto da voglia di potere, di vendetta per torti mai subiti, e soprattutto di un potere di cui amerebbero il possesso.

Questa è una guerra globale, non possiamo rimanere inermi. Concludo con una frase storica di Albert Einstein: «Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie, ma per quelli che osservano senza fare nulla».

Il ministro degli Esteri Angelino Alfano conferma la morte di Fabrizia Di Lorenzo nell’attentato di lunedì scorso a Berlino.«La magistratura tedesca, così come ha comunicato il ministero degli Esteri della Germania, ha esaurito le verifiche necessarie e purtroppo, ormai, c’è la certezza che, fra le vittime, c’è l’italiana Fabrizia Di Lorenzo – ha dichiarato il ministro- Sono affettuosamente vicino alla famiglia e ai suoi cari, condividendone l’immenso dolore».

Un messaggio di cordoglio è arrivato, via Twitter, dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Attentato Berlino: blitz nella notte, 4 fermi Il blitz nella notte delle teste di cuoio tedesche in un appartamento nel quartiere di Kreuzberg, a Berlino: fermato un uomo. La polizia, nello specificare che non si tratta del ricercato numero uno, il tunisino Anis Amri, ha comunicato di aver fermato altre tre persone in diversi blitz nella capitale, a Dortmund e nel centro profughi di Emmerich sul Reno. I fermati sono sospettati di essere in contatto con Amri

Sono state rilasciate le quattro persone fermate per presunti legami con Anis Amri, il tunisino ricercato per l’attentato. I media locali avevano riferito di diversi blitz della polizia e delle forze speciali, uno nel campo profughi di Emmerich, in Nord Reno-Westfalia, in alcuni appartamenti di Dortmund e, nella notte tra il 21 e il 22 dicembre, a Berlino, dove sono stati perquisiti tre appartamenti nei quartieri di Kreuzberg, Moabit e Prenzlauer Berg.

«Quattro persone che avevano contatti con Amri sono state arrestate», aveva confermato la procura generale alla Bild, senza però dare altri dettagli.

Secondo quanto riportato dal New York Times (che cita funzionari americani), Amri «era nei radar delle agenzie di intelligence statunitensi». «Aveva fatto ricerche online su come fabbricare una bomba e ha comunicato con l’Isis almeno una volta», affermano le fonti. Amri «era nella no-fly list statunitense».

Il tunisino ricercato «si era forse radicalizzato nel carcere italiano dopo che aveva lasciato la Tunisia» ha detto alla Bild Abdelkader Amri, uno dei suoi fratelli rintracciato in Tunisia. «Se sarà provato che era coinvolto, non farà più parte della nostra famiglia», ha aggiunto. Anche l’Ap è riuscita a mettersi in contatto con un fratello di Anis Amri che gli ha lanciato un appello: «Lo invito a consegnarsi alla polizia».

Intanto a Berlino è stato riaperto il mercato di Natale dove è avvenuta la strage

Attentato Berlino: riaperto il mercatino di Natale A tre giorni dal drammatico attentato a Berlino riapre il mercatino natalizio sulla Breitscheidplatz: al momento soltanto un quarto degli esercenti ha riacceso le luci nelle caratteristiche casette di legno e la piazza, protetta da barriere di cemento, vede arrivare i primi visitatori
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