Napoli, choc per insigne: Rapina a mano armata nel centro città | Newsitaliane.it
 

Napoli, choc per insigne: Rapina a mano armata nel centro città

Stasera Lorenzo vorrà cancellare quel ricordo e con esso anche lo choc legato alla rapina subita sabato alle 22.30. L’attaccante azzurro era in macchina nel centralissimo viale Gramsci, quando è stato avvicinato da due uomini in scooter che lo hanno minacciato con una pistola puntata al volto. Hanno aperto lo sportello della Bmw (Insigne era assieme alla moglie Jenny e ad alcuni amici) per rubargli 800 euro in contanti, due bracciali con diamanti ed un Rolex. Pare che uno dei due rapinatori, prima di dileguarsi nel traffico, abbia detto a Lorenzo: «Dedicami un gol nella prossima partita con la Fiorentina». Ovviamente non accadrà che il talento di Frattamaggiore decida di celebrare il suo rapinatore in un momento professionale così tanto felice e che spera di vivere stasera aI Franchi. No, non ci sarà alcuna dedica per uno dei tanti delinquenti che terrorizzano le strade di gran parte delle città italiane, anche perché la paura del momento è già stata superata, anche grazie all’aiuto di Sarri e dei compagni di squadra che nell’allenamento di ieri lo hanno messo a suo agio per riaverlo al meglio in campo contro i Viola. Non c’è più tempo per le brutte esperienze personali, stasera per lui e per il Napoli, c’è in palio qualcosa di molto più importante.

La partita di Stasera con la Fiorentina

“Noi ci crediamo”: il coro è lo stesso e il sentimento pure, unanime, di sostegno al Napoli. Raramente era successo negli anni scorsi che i tifosi accogliessero, con applausi e senza critiche, un momento così grigio della squadra azzurra. Gli applausi scroscianti di giovedì, dopo l’eliminazione per mano del Villarreal, fanno il paio con l’amorevole assalto a Capodichino nella notte di San Valentino, dopo l’immeritata sconfitta dello Juventus Stadium. Ieri la scena si è ripetuta.

Il Napoli è arrivato alla stazione centrale in pullman, per salire sul Frecciarossa delle 16 diretto a Firenze, e l’accoglienza è stata fragorosa, degna di una formazione che sta per andare incontro ad una finale di Champions. “Noi ci crediamo” è il motto ripetuto ad uno ad uno dai calciatori, non ultimo da Sarri che stasera troverà allo stadio Franchi (saranno tremila i fan partenopei) anche un po’ di amici provenienti dal suo paese, Figline Valdarno, dove gli hanno dedicato un club Napoli. “Noi ci crediamo” è riferito a quel “coso” lì, lo scudetto che il tecnico ha voluto evitare di nominare nella conferenza stampa post Villarreal: la scaramanzia si è impadronita pure di lui.

Il Napoli ci crede, nella consapevolezza che la sfida contro la Fiorentina è molto più di un testa a testa, è un “dentro o fuori” nella rincorsa al primo posto. Non tanto per la distanza dalla vetta, piuttosto come contraccolpo psicologico. Vuole evitarlo soprattutto il Napoli, lontano dalla vittoria ormai da tre settimane e sono un’eternità per chi ha mantenuto finora un ritmo forsennato. E ancora dovrà averlo, stasera, contro l’unica squadra che in questo campionato è riuscita a chiudere una partita avendo il maggior possesso palla: nella sfida d’andata, il Napoli non riuscì a superare la media del 47%.

Faccia a faccia, di nuovo, le due outsiders della Juventus ed i due allenatori reputati come quelli che in A fanno giocare meglio le loro squadre. Fiorentina e Napoli, belle e simili: sono le due squadre rimaste in vantaggio per più minuti in campionato, vantano la percentuale (62.3%) di possesso palla più alta, effettuano più passaggi ed entrambe hanno segnato 23 gol nei primi tempi, un record nel campionato in corso.

Il pensiero vola a Gonzalo Higuain, in attesa di togliersi il “mattone” da dosso per tornare a decollare lì dove il 9 novembre 2014 realizzò un pesantissimo gol da 3 punti. Quel pomeriggio fu amaro, invece, per Insigne, costretto ad uscire dopo appena 24 minuti per la rottura del ginocchio destro.

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