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Borse europee sprofondano, Milano la peggiore

Nei giorni scorsi era toccato alle banche, ieri allo spread. Ennesimo inizio di settimana difficile per Piazza Affari che assieme a Madrid è stata la Borsa peggiore in un’Europa affossata dalle vendite, con Wall Street che non ha aiutato (Dow Jones -1,2% e Nasdaq -1,8%). A Milano l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita del 4,69% a 16.441 punti, riportando i listini ai livelli dell’estate 2014. Il differenziale con i titoli tedeschi, a metà giornata, ha superato quota 150 per poi fermarsi a 146 punti.

Il consuntivo della prima parte dell’anno segna profondo rosso: meno 22,8% con 129 miliardi di capitalizzazione persi dall’inizio del 2016. In territorio negativo anche Madrid che ha perso il 4,44%, Londra ha ceduto il 2,71%, Parigi ha chiuso con un pesante meno 3,2%. Francoforte ha perso il 3,3%, risentendo del contraccolpo provocato dalle indiscrezioni che coinvolgono Deutsche Bank, che avrebbe difficoltà a rimborsare nel 2017 le cedole sui bond subordinati: rumors che hanno fatto volare i «credit default swap» sulla banca tedesca. La peggiore è stata però Atene, che ha perso il 10,49%. Complici le difficoltà (e le trattative) relative alla riforma delle pensioni allo studio del governo Tsi- pras.

L’indicatore più compiuto per comprendere le tensioni sui mercati è l’indice Stoxx 600, che scatta un’istantanea sull’andamento dei più importanti titoli quotati in Europa. Lo scontrino finale per il Vecchio Continente è di 309 miliardi di euro bruciati in una sola seduta. Le vendite si sono sentite specialmente sui titoli bancari: Banco Popolare ha ceduto il 9,08%, Mps l’11,95% Bpm il 9,80%, Ubi Banca il 10,48%, Intesa SanPaolo il 4,03%.

Il segnale più preoccupante è arrivato dalle rinnovate tensioni sui debiti sovrani. Soprattutto dai titoli di Stato italiani: il differenziale tra il Btp e l’omologo tedesco (Bund) ha chiuso a 146 punti, con un rendimento schizzato all’1,70%. Leggermente al di sotto del «rischio Spagna», perché lo spread dei Bonos decennali ha toccato i 153 punti base. A mercati chiusi è arrivata la dichiarazione alla tv francese di Benoit Coeurè, membro del comitato esecutivo della Bce. «Confermata», ha detto, riferendosi alla previsione di ripresa economica dell’Eurozona. Per capire se la sortita di Francoforte possa avere avuto l’effetto sperato bisognerà attendere oggi un nuovo responso.

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